Il fondo e la “somma” delle decurtazioni

10 11 2015

Non regge in alcun modo la tesi che afferma che la decurtazione da applicare al fondo dell’anno 2015 ai sensi dell’art. 9 comma 2-bis seconda parte, sia la somma delle decurtazioni applicate negli anni 2011-2014. Il calcolo è abbastanza semplice e mi chiedo come si facciano ad avere ancora dubbi sul fatto che si debbano sommare tutte le decurtazioni fatte.

Mi spiego.

Anno 2010 – Fondo Stabile 100

Anno 2011 – Fondo Stabile 100 + 3 di Ria di un dipendente Cessato – Decurtazione di 3

Anno 2012 – Fondo Stabile 100 + 5 di Ria (3 del 2011 + 2 del 2012) – Decurtazione di 5

Anno 2013 – Fondo Stabile 100 + 7 di Ria (3 del 2001 + 2 del 2012 + 2 del 2013) – Decurtazione di 7

Anno 2014 – Fondo Stabile 100 + 9 di Ria (3 del 2011 + 2 del 2012 + 2 del 2013 + 2 del 2014) – Decurtazione di 9

Allora: se si prende direttamente il valore della decurtazione del 2014 (pari a 9) siamo già in presenza della decurtazione definitiva da apportare al fondo del 2015.

Infatti, in 9, sono ricompresi tutti i tagli effettuati per le Ria degli anni precedenti. 9 non è il valore della Ria del 2014, ma della somma delle Ria degli anni 2011-2013  più quelle del 2014. Quindi: 9 = 3+2+2+2.

In definitiva: il fondo del 2015 non può che essere decurtato che per 9, che è GIA’ la somma delle decurtazioni.

 

Quello che secondo me non sta in piedi è la tesi che il fondo del 2015 debba essere decurtato della somma di 9+7+5+3 = 24. In questo caso avremmo delle decurtazioni ben oltre l’effetto della disposizione normativa.

La decurtazione da riportare nel 2015 è pari alla decurtazione operata nel 2014. Punto. Ha ragione la RGS nella Circolare n. 20/2015.


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Una risposta a “Il fondo e la “somma” delle decurtazioni”

20 11 2015
donato benedetti (08:15:31) :

Purtroppo le deliberazioni n. 379/2015 della sezione Lombardia e 139/2015 della sezione Emilia Romagna, non lasciano spazio per altre interpretazioni sulla “somma delle decurtazioni dal 2011 al 2014 e sono lapidarie. Credo che a questo punto occorra un intervento della Sezione Autonomie ( arduo perchè sul punto c’è uniformità di interpretazioni da parte delle varie Sezioni Regionali) oppure del legislatore nella legge di stabilità 2016 : sarebbe la cosa migliore. Ma non sappiamo a priori quale possa essere l’interpretazione che il Governo voglia “caldeggiare”. Speriamo che l’ANCI voglia premere per chiedere un’indicazione dirimente sul punto : ogni Ente Locale dovrebbe manifestare il proprio “grido di dolere”. Buon lavoro a tutti i Dirigenti che come me dovranno adottare la determina di approvazione del fondo 2015….

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