La Circolare sulle stabilizzazioni

25 11 2017

E’ uscita la Circolare n. 3/2017 del Dipartimento della Funzione Pubblica in materia di stabilizzazione del personale precario. Come noto, l’art. 20 del d.lgs. 75/2017 ha riproposto con vigore la possibilità di stabilizzare i dipendenti con contratto a tempo determinato e/o titolari di rapporti di lavoro flessibile.

Riassumo i punti secondo me “cruciali” del documento:

  • Il limite del 50% dei posti disponibili per nuove assunzioni da destinare a stabilizzazioni di cui al comma 2 dell’art. 20 non è riferito al numero di “teste”, ma alle risorse finanziarie a disposizione nell’ambito delle facoltà di assunzione;
  • Anche se i meccanismi dei nuovi piani triennali dei fabbisogni previsti dall’art. 6 del d.lgs. 165/2001 saranno meglio spiegati dalle linee di indirizzo che dovranno essere emanate dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si può partire con la stabilizzazione fin da subito;
  • È opportuno che vi sia un atto interno in cui si dia evidenza dei soggetti che hanno i requisiti in modo che vi sia un momento specifico di “avvio” delle procedure di stabilizzazione;
  • Prima di stabilizzare non è necessario dare avvio alle procedure di mobilità volontaria di cui all’art. 30 del d.lgs. 165/2001;
  • È, invece, obbligatorio procedere con le comunicazioni di cui all’art. 34-bis del medesimo decreto per la ricollocazione dell’eventuale personale in disponibilità.
  • E’ confermato che si possono spostare le somme dei limiti al lavoro flessibile di cui all’art. 9 comma 28 del d.l. 78/2010 per procedere con le stabilizzazioni in esame.

Allego la Circolare completa: CIRCOLARE N. 3/2017 IN MATERIA DI STABILIZZAZIONI


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3 risposte a “La Circolare sulle stabilizzazioni”

28 11 2017
antonio (00:10:44) :

Ciao ho letto il suo articolo sul sole 24 ore, sulla quantificazione delle risorse, e le volevo chiedere come, secondo lei, vanno considerate le deroghe, che nel mondo universitario, in maniera generalizzata, hanno consentito di ricorrere al lavoro flessibile oltre il limite del 50% della medesima spesa del 2009. Per esempio, se una università aveva un limite di 800 mila euro (50% spesa 2009) e si ritrova con una media 2015/2017 di 2 milioni di euro di lavoro flessibile, secondo lei, è possibile utilizzare tutta la spesa della media del triennio per le procedure previste dall’art. 20 comma 1 e 2? Grazie per la sua risposta

30 11 2017
vincenza (09:56:25) :

salve, volevo sapere se spetta indennita’ di amministrazione ai dipendenti pubblici della sanita’,essendo che fino al 2012 la prendevamo,grazie

4 12 2017
Francesco (18:02:17) :

Salve, la seguo con grande interesse e le sottopongo un quesito non chiarito dalla circolare.
Il comma 28 dell’art. 9 del D.L. 78/2010 ha fatto salvo l’art. 1 comma 188 della L. 266/2005 che consente alle Università di stipulare contratti a tempo determinato e co.co.co. su fondi propri, oltre il limite del 50% della spesa 2009 fissato dai primi due periodi dello stesso comma 28.
Ci si chiede allora se tali spese, in deroga al limite generale, possano essere computate o meno nelle somme utilizzabili per le stabilizzazioni.
Qual è, inoltre, il “tetto di spesa per lavoro flessibile” al quale le Università dovranno fare riferimento, anche per non creare nuovo precariato, considerato che la deroga citata non pone limiti? Vale per tutti il 100% della spesa 2009 come limite massimo insuperabile?
Grazie, Francesco.

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