Le posizioni organizzative fuori dal fondo: come stanno le cose

11 03 2018

Una delle criticità maggiori che ci saranno da gestire dopo la stipula del nuovo CCNL delle Funzioni locali, sarà il fatto che le posizioni organizzative, negli enti con la dirigenza, saranno imputate a bilancio e non più quale uscita del fondo delle risorse decentrate.

Peraltro, l’obiettivo, è stato quello di semplificare le relazioni sindacali in quanto, come noto, un maggior prelievo di risorse per posizioni organizzative, comportava, in precedenza e automaticamente, un’erosione delle somme a disposizione degli altri dipendenti.

Con il nuovo CCNL, in concreto, si viene a creare una situazione simile all’avere due fondi separati: uno delle risorse decentrate e uno per le posizioni organizzative. Il problema sta nel fatto che entrambi gli aggregati sono soggetti al limite dell’art. 23 comma 2 del d.lgs. 75/2017 (i comuni senza la dirigenza lo sanno da tempo, ormai…).

Quello che voglio sottolineare è che tra i “due fondi” non c’è alcun automatismo. Ecco perché.

  1. Se un ente destina meno risorse alle posizioni organizzative scatta l’art. 15 comma 7 che dice: “in caso di riduzione delle risorse destinate alla retribuzione di posizione e di risultato delle posizioni organizzative previste dal comma 5, si determina un corrispondente ampliamento delle facoltà di alimentazione del Fondo risorse decentrate, attraverso gli strumenti a tal fine previsti dall’art. 67, comma 2”. Non vi è quindi nulla di automatico, ma una possibilità di incremento.
  2. Se, invece, un ente volesse destinare più somme alle posizioni organizzative scatta l’art. 7 comma 4 lettera u) che prevede tra le materie di contrattazione: “l’incremento delle risorse attualmente destinate alla corresponsione della retribuzione di posizione e di risultato delle posizioni organizzative, ove implicante, ai fini dell’osservanza dei limiti previsti dall’art. 23, comma 2 del d. lgs. n. 75/2017, una riduzione delle risorse del Fondo di cui all’art. 67”. E quindi è necessario trovare l’intesa tra amministrazione e parti sindacali.

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2 risposte a “Le posizioni organizzative fuori dal fondo: come stanno le cose”

15 03 2018
Mario (13:45:40) :

Quindi tutta questa modifica “cui prodest”?

15 03 2018
gianlucabertagna.it (21:46:21) :

L’idea era quella di gestire meglio le relazioni sindacali negli enti con la dirigenza. Ma fino a quando c’è il limite al trattamento accessorio è davvero tutto inutile (e forse anche peggio…)

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