La soppressione dei “D3” e la mobilità

5 05 2018

Tra le varie questioni affrontate durante le giornate di formazione sul nuovo CCNL, una delle situazioni più discussa è stata certamente la soppressione della categoria D3 come forma di accesso per gli enti delle Funzioni locali. Al di là degli aspetti correlati al merito, dal punto di vista tecnico-operativo ci si è chiesti cosa succederà alla mobilità. Se da una parte è chiaro che l’ente non potrà più mantenere posti vacanti della dotazione organica in D3 e svolgere le relative procedure di assunzione, cosa succede alla mobilità? Se, infatti, non esisteranno più procedure di accesso in D3, cosa accade alla mobilità? La questione è veramente tosta. Personalmente, divederei l’analisi in due domande. Da una parte, è “se” gli attuali dipendenti in D3 potranno ancora spostarsi tramite mobilità. E, per me, non ci sono dubbi: certo che sì! Ci mancherebbe altro: si può fare la mobilità intercompartimentale, immaginiamoci se non si può fare la mobilità all’interno dello stesso comparto…

Dall’altra parte, c’è invece il più serio problema dell’inquadramento. Mettiamo che un ente svolga una procedura di mobilità in D1. Partecipa anche un D3 e viene scelto. Come verrà inquadrato? Soluzioni: trattamento economico da D1 più assegno ad personam per la differenza, oppure D3. E le eventuali progressioni orizzontali? Eh, sì. Non è così semplice. Io penso che per risolvere ogni dubbio si potrebbe fare un semplice ragionamento: gli attuali D3 sono ad esaurimento non nel singolo ente, ma nel comparto. E allora, ogni cosa andrebbe a posto. Sarà così? Staremo a vedere. Magari, l’ARAN, nella Relazione illustrativa al CCNL dirà qualcosa… (e non sarebbe male un commento anche in merito alla graduatorie di D3 ancora esistenti).


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