Incentivi IMU-TARI: parliamone un po’

5 10 2019

La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, nella deliberazione n. 52/2019/PAR ha esaminato la disposizione che permette di erogare incentivi per i maggiori accertamenti di IMU e TARI, contenuta nell’art. 1, comma 1091, della legge 145/2018 (legge di bilancio per il 2019).

Il dibattito di oggi verte sulla questione dell’approvazione del bilancio di previsione. Infatti, una delle condizioni per applicare la norma – e quindi di prevedere gli incentivi per i dipendenti – è quella di avere approvato il bilancio di previsione “entro i termini stabiliti dal testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267”.

Cosa vorrà mai dire? Proprio il 31 dicembre o anche il termine eventualmente prorogato con decreto ministeriale?

L’IFEL, prima ad interpretare la norma con un documento del 28 febbraio scorso, propendeva per fare riferimento anche al termine spostato un po’ più in là dal classico decreto di fine anno. I magistrati contabili dell’Emilia-Romagna, invece, rimangono sul testo letterale e quindi, per riconoscere gli incentivi agli uffici tributi, il bilancio deve essere approvato proprio entro il 31 dicembre. E quella della Corte dei Conti mi pare una posizione certamente meno di parte rispetto a quella dell’IFEL, in quanto va davvero a collegare le possibilità di incentivazione anche ad una certa virtuosità dell’ente.

Aggiungo che c’è un’altra considerazione dell’IFEL che proprio non condivido. L’Istituto ha indicato che tali incentivi si possono già riconoscere rispetto ai maggiori incassi rinvenibili nel consuntivo dell’anno 2018. Che sarebbe come a dire che con una norma entrata in vigore il 1° gennaio di quest’anno riconosciamo premi a dipendenti che nel 2018 hanno lavorato senza sapere dell’esistenza di tale disposizione. Mhm… io ho qualche dubbio. Anche perché all’interno del comma 1091 è esplicitamente richiesto che vi sia l’identificazione di precisi obiettivi dell’ufficio tributi. E farlo a posteriori non è certo coerente con le disposizioni in materia di performance esistenti. Tra l’altro, poi, le somme devono pure transitare dal fondo del trattamento accessorio immaginiamo dell’anno di competenza in cui sono state svolte le attività…

Concludo: una disposizione così complessa va, a mio parere, gestita attentamente, con cautela o se preferite con i piedi di piombo. Ci sono pochissime interpretazioni ad oggi. Solo le due citate e si contraddicono…

 


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5 risposte a “Incentivi IMU-TARI: parliamone un po’”

23 10 2019
Francesco (06:53:45) :

A mio parere vi è un difetto di razionalità alla base della legge, se il legislatore intendeva ripristinare un sistema premiale (cessato con l’ici) legato al merito degli uffici preposti alle “entrate” (si parla di ufficio entrate e non tributi) non ha senso alcuno collegare il riconoscimento a più generiche “prestazioni” dell’ente. Infatti la “tardiva” approvazione del bilancio è slegata dalle prestazioni dell’ufficio “Entrate”.
Tra l’altro dalla lettura del testo si rimanda al termine di approvazione previsto al d.lgs 267 in cui è esplicitamente riportato il rimando alla possibile proroga ( anch’essa non legata ai meriti o demeriti dell’ufficio), diciamo che la Corte dei Conti emiliana sembra non credere nell’utilità dell’incentivo e vuole sterilizzarne gli effetti sfruttandone i punti d’ombra.

24 10 2019
Isabella (16:11:33) :

Non trovo giusto legare l’incentivo del personale dell’ufficio tributo per le attività di recupero evasione al rispetto di un termine (approvazione bilancio) che spesso non viene rispettato per motivi e dinamiche che poco o nulla hanno a che fare con il suddetto ufficio.
Penso al ritardo con cui vengono fornite le previsioni da parte dei diversi settori dell’ente, vedi pef tari, piano opere pubbliche, fabbisogno personale DUP ecc. oppure alle difficoltà di quadratura ecc.
Per equità allora si dovrebbero negare anche tutte le altre forme di incentivo e trattamenti accessori.
Solo così forse tutto il personale dell’Ente “comprenderebbe” l’importanza della programmazione e del rispetto dei relativi termini.

30 10 2019
caterina (00:37:57) :

Ciao Gianluca,
la problematica inerente la “sfasatura” temporale, sia pure anomala, è trattata da Ifel.
Secondo tale ricostruzione nel 2019 il fondo viene costituito con le somme incassate nel 2018 ed approvate con il rendiconto 2018 ma verranno attribuite in relazione agli obiettivi assegnati nel 2019. Quindi potranno essere liquidate solo nel 2020 a seguito del procedimento di valutazione. E’ come dire: obiettivi anno 2019 finanziati con le risorse incassate nel 2018 e liquidati nel 2020 a seguito della valutazione…

31 10 2019
gianlucabertagna.it (13:39:59) :

Un po’ turbolenta come interpretazione, non trovi?

14 11 2019
Francesco (07:49:50) :

Turbolenta ma sta in piedi e non contrasta col dettato normativo (al contrario un rimando al termine di legge che ignora il rimando alle proroghe contenute ed esplicitate nella legge richiamata oltre ad essere turbolenta è quantomeno originale).
Se vogliamo in materia Tributaria ci sono interpretazioni “stabilite” con circolari totalmente diverse dal testo della norma. Es. in sintesi, per IMU e tasi è stabilita la riduzione per abitazioni cedute in uso gratuito a parenti di primo grado purchè il proprietario non sia titolare di altri immobili (eccetto la casa di residenza se sita nello stesso comune).Ora il termine “immobili” ha un significato oggettivo e indiscutibile, ricompende qualunque terreno o edificio fisso posto su di esso, invece la circolare ministeriale ha indicato che come immobili devono intendersi solo le abitazioni. Sarei curioso di vedere, se un comune dovesse rifiutarsi di riconoscere la riduzione ad un proprietario di terreni, a chi darebbe ragione il giudice tributario e se un sindaco o chi per esso dovesse chiedere un parere alla corte dei conti, come questa, potrebbe giungere ad un’interpretazione coerente con quella della circolare. Tutto sommato C’è scritto “blu” e si intendeva dire “giallo” ma una legge non si dovrebbe cambiare con una circolare o un parere.

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