La tabella con la validità della graduatorie

17 11 2019

Dopo le modifiche operate dalla legge 128/2019 in sede di conversione del d.l. 101/2019 è cambiato, ancora una volta, il panorama della validità delle graduatorie delle pubbliche amministrazioni.

In attesa di conoscere le novità promesse dal Ministro per la Pubblica Amministrazione in sede di Legge di Bilancio, riporto di seguito uno schema che riassume lo stato attuale delle cose.



Il Dpcm per l’attuazione delle assunzioni post Decreto Crescita

10 11 2019

Non so se ci avete fatto caso (le novità sono a volte improvvise e repentine), ma è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 4 novembre scorso, il Decreto attuativo dell’art. 33 comma 1 del Decreto Crescita. Attenzione: non è quello riguardante i comuni! Si tratta, infatti, delle nuove regole assunzionali per le Regioni. Come sappiamo, però, l’art. 33 comma 2 del d.l. 34/2019 è molto simile al comma delle Regioni e quindi possiamo già fare qualche ragionamento ipotizzando quello che potrebbe accadere anche per nel contesto dei Comuni.

Provo a sintetizzare, quindi, il contenuto:

  • si parte dal 2020;
  • sul trattamento accessorio viene detto che: “è fatto salvo il limite iniziale qualora il personale in servizio è inferiore al numero rilevato al 31 dicembre 2018”. Che sarebbe come dire che la norma sembra correlata proprio alle nuove assunzioni previste dal Dpcm e non alla situazione di partenza. Insomma, solo i maggiori ingressi di dipendenti creerebbero l’obbligo di adeguamento del limite;
  • nel concetto di spesa di personale da inserire al numeratore per rapportarlo alle entrate correnti rientrano: impegni di competenza per tutto il personale dipendente a tempo indeterminato e determinato, per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all’ente, al lordo degli oneri riflessi e al netto dell’Irap, come rilevati nell’ultimo rendiconto della gestione approvato;
  • gli enti virtuosi, cioè che stanno al di sotto del valore soglia, potranno aumentare le assunzioni in base ad una percentuale calcolata sulle spese di personale a regime; tale aggregato non rileverà ai fini del “tetto” della media 2011/2013 prevista dall’articolo 1, comma 557, della legge 296/2006;
  • gl enti che avranno il rapporto tra spesa di personale e entrate correnti sopra il valore limite individuato per fascia demografica dovranno impegnarsi a raggiungere entro il 2025 lo stesso valore soglia, anche applicando un turn over più basso rispetto all’attuale 100%. Dal 2025 il turn-over scende al 30%.

Ora, vediamo, se davvero verrà approvato il Dpcm anche per i Comuni.



Procedure per l’utilizzo di graduatorie di altri enti

13 10 2019

Come noto, la Deliberazione n. 41/2019 della Sezione Marche della Corte dei conti ha confermato la possibilità di utilizzo delle graduatorie di altri enti risalenti ad anni precedenti (rimane invece precluso l’utilizzo per quelle derivanti da concorsi banditi dopo il 1 gennaio 2019).

Ma quali sono le procedure da rispettare per scorrere le graduatorie di altri enti?

La Corte dei conti del Veneto, con la chiarissima deliberazione n. 290/2019 ha risposto che l’ente deve:

– predeterminare i criteri (nell’ambito del regolamento di organizzazione o, comunque, in assenza di Regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi, con apposito atto di indirizzo o, ancor meglio, con apposito articolo stralcio del regolamento) di scelta della tipologia di enti con i quali è possibile “accordarsi”;

– valutare la corrispondenza della posizione lavorativa da ricoprire (categoria, regime giuridico ed, eventualmente, profilo) con la graduatoria che si vuole utilizzare;

– garantire la previsione e verificare la preesistente copertura finanziaria nel PTFP (Piano Triennale di Fabbisogno di Personale) di cui all’articolo 6 del D.lgs. n. 165/2001.

 

L’indicazione più interessante, appare, a mio parere, quella che riguarda la natura di tale accordo con le altre amministrazioni. I giudici contabili del Veneto affermano:

Per quanto riguarda le forme dell’accordo, la giurisprudenza intervenuta in materia si è mostrata aperta a soluzioni che valorizzano l’autonomia dell’ente. Il TAR Veneto, in particolare, con la sentenza n. 864/2011, tra l’altro, sottolinea come le disposizioni che disciplinano la materia non facciano alcun riferimento a convenzioni ex art. 30 del TUEL, ma, unicamente, ad un accordo, il che implica che l’intesa tra le due amministrazioni interessate in ordine all’utilizzo della graduatoria, sia da perfezionarsi con i poteri del privato datore di lavoro e quindi con gli strumenti, certamente non pubblicistici, a disposizione.

E questo, significa, procedure molto più snelle!



Utilizzo delle graduatorie: per me, ci siamo!

15 09 2019

C’è stata una deliberazione della Corte dei conti in materia di graduatorie dopo le modifiche della legge di bilancio. È la numero 41/2019 della Sezione Marche. I magistrati hanno trattato l’argomento con cura, attenzione, dedizione. Ne è uscito un documento che mi convince al cento per cento. Ne suggerisco, pertanto, la lettura a tutti. Magari stampandola e sottolineando le tante parti interessanti. È anche un ripasso di tutto ciò che è successo sull’argomento. Davvero: provare per credere.

Io, qua, mi limito a fare un riassunto:

– le graduatorie di concorsi banditi dopo l’1.1.2019 si possono utilizzare solo per i posti messi a concorso; queste gradutorie non possono essere utilizzate da altri enti;

– le graduatorie dal 2010 al 2018 (comprese quelle di concorsi banditi entro il 31.12.2018) si possono ancora utilizzare per lo scorrimento degli idonei e possono ancora essere utilizzate da altri enti;

– rimane valido l’art. 91 comma 4 del d.lgs. 267/2000 che prevede l’impossibilità di scorrere una graduatoria per posti creati o trasformati dopo la stessa;

– tutte le graduatorie (sia del 2019 che quelle degli anni precedenti) si possono ancora utilizzare per assumere a tempo determinato, in quanto l’art. 36 comma 2 del d.lgs. 165/2001 è ancora vigente, non è stato abrogato né modificato.

Non so che impressione faccia a voi, ma a me sembra tutto così scontato e chiaro. E aggiungo che al termine della lettura della Deliberazione ho tirato un sospiro di sollievo.

COLLEGAMENTI:

TESTO DELLA DELIBERA

ALTRI COMMENTI SULL’ARGOMENTO



Lo scorrimento delle graduatorie di altri enti

20 07 2019

Facciamo ancora due parole sull’utilizzo delle graduatorie dopo le novità della legge di bilancio del 2019. La regola generale è abbastanza semplice: si potranno utilizzare solo per i posti messi a concorso. I riflessi operativi sono tantissimi, primo fra tutti la possibilità di scorrimento anche da parte di altre amministrazioni. A mio parere, non c’è dubbio, che per le graduatorie di concorsi banditi dopo il 2019 non vi sia alcuno spazio per ritenere possibile tale azione. E così ha confermato, giustamente, la Corte dei conti della Sardegna nella Deliberazione 36/2019.

Rimane, poi, l’altra questione: se (almeno) si possono utilizzare le graduatorie di altri enti approvate dal 2010 al 2018. Io ritengo di sì, ma credo che il dibattito andrà avanti ancora per molto tempo, fino ad una possibile pronuncia della sezione Autonomie della Corte dei conti. A mio parere tali graduatorie, essendo state approvate nei fatti in un contesto normativo che prevedeva lo scorrimento anche da parte di altri enti, continuano a “funzionare” come prima; diversamente le proroghe disposte dal legislatore avrebbero davvero poco senso.



Approvato il DDL Concretezza

17 06 2019

Il Disegno di legge “Concretezza” è stato approvato e potete scaricare il testo definitivo QUA

Particolarmente importante per velocizzare le assunzioni è l’art. 3 comma 8 che prevede il non obbligo di effettuare la procedura di mobilità volontaria per il triennio 2019/2021. Ecco la disposizione:

Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 399, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, al fine di ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego, nel triennio 2019-2021, le procedure concorsuali bandite dalle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e le conseguenti assunzioni possono essere effettuate senza il previo svolgimento delle procedure previste dall’articolo 30 del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001.



Polizia Locale: obbligo di assumere?

16 03 2019

L’art. 35-bis del d.l. 4 ottobre 2018 n. 113, convertito in legge 1 dicembre 2018, n. 132 prevede: “Al fine di rafforzare le attività connesse al controllo del territorio e di potenziare gli interventi in materia di sicurezza urbana, i comuni che nel triennio 2016-2018 hanno rispettato gli obiettivi dei vincoli di finanza pubblica possono, nell’anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 228, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, assumere a tempo indeterminato personale di polizia municipale, nel limite della spesa sostenuta per detto personale nell’anno 2016 e fermo restando il conseguimento degli equilibri di bilancio. Le cessazioni nell’anno 2018 del predetto personale non rilevano ai fini del calcolo delle facoltà assunzionali del restante personale.”.

L’ultima frase induce in tentazione, facendo quasi credere che vi sia un obbligo da parte degli enti ad assumere sulla base dei dipendenti che cessano nella polizia locale. Non è così. Intanto vi è scritto “possono”. E già questo potrebbe bastare. Ma va aggiunto anche qualcosa in più: il legislatore non può, per questioni costituzionali, imporre agli enti quali dipendenti assumere, ma eventualmente può imporre dei limiti di natura finanziaria. Quindi, ciò che regge è il Piano triennale del fabbisogno. Se l’ente intende avvalersi della deroga, allora, giustamente, non potrà conteggiare i cessati della polizia locale per altre assunzioni. Ma se l’ente non ha bisogno di assunzioni nella polizia locale, i cessati di questo settore saranno calcolati per le normali capacità assunzionali. Ciò che “vince” è quindi il bisogno dell’ente.

Va anche detto, come letto in alcune interpretazioni, che la norma non dice che la spesa di polizia locale deve essere al massimo quella del 2016! Quella è l’asticella per ampliare, eventualmente, le possibilità di assunzione. Ma si può andare anche oltre, magari utilizzando la mobilità o le capacità assunzionali che provengono dagli altri cessati di settori non di polizia locale.

Certo, non si può andare oltre il limite delle spese di personale di cui all’art. 1 comma 557 o 562 della legge 296/2006.

Ricordo che PUBLIKA ha organizzato un CORSO DI FORMAZIONE SPECIFICO SULLA POLIZIA LOCALE in tre diverse città.

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Il bello di sapere le cose prima…

9 03 2019

Nel sistema in cui viviamo, le notizie circolano con una velocità incontrollabile.

Nel nostro piccolo, anche le novità giuridiche che stanno per arrivare, sono già in nostro possesso. Quindi, perchè non sfruttare questo piccolo vantaggio?

Ad esempio, sembra proprio che all’interno della legge di conversione del d.l. 4/2019 ci sia scritto che è obbligatoria la permanenza da parte dei neo assunti a tempo indeterminato per almeno cinque anni nell’amministrazione di appartenenza.

Tale azione, finora, poteva essere applicata dagli enti locali con eventuale (non obbligatoria) norma regolamentare. Adesso, invece, diventa un obbligo di legge. Ma solo, appunto, da quando la legge sarà in Gazzetta Ufficiale.

Come si dice? Uomo avvisato…

 



Lavoro flessibile e PTFP

3 02 2019

Anche le previsioni di lavoro flessibile vanno inserite nel Piano triennale dei fabbisogni di personale?

La risposta è sì, certo. Il PTFP rappresenta il luogo migliore dove descrivere dettagliatamente le esigenze temporanee o eccezionali che stanno alla base per la legittimità di un contratto a tempo determinato o di somministrazione alla luce della previsione dell’art. 36 comma 2 del d.lgs. 165/01.

La necessità di previsione all’interno del Piano è scritto anche nelle Linee di indirizzo predisposte dalla Funzione Pubblica pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 27 luglio 2017. Si legge, al punto 4: “Il PTFP deve indicare le assunzioni a tempo indeterminato previste nel triennio, nonchè ogni forma di ricorso a tipologie di lavoro flessibile”.

Poi certo, potrebbe accadere l’imprevisto. Un’assenza, un’emergenza, una sostituzione. Tutto sta allora nel capire se tale situazione era già compatibile con il fabbisogno espresso all’interno del Piano e con l’art. 9 comma 28 del d.l. 78/2010. Si potrebbe sostenere, infatti, che se l’esigenza imprevedibile rimane compatibile con il fabbisogno e con il tetto dell’anno 2009 al lavoro flessibile, non si viola la struttura del PTFP iniziale, non rendendosi necessaria una sua espressa modifica.



Graduatorie solo per i “vincitori”?

19 01 2019

Tra le varie sintesi apparse in questi giorni sulla stampa specializzata e in alcuni forum in merito allo scorrimento della graduatorie, vi è la seguente conclusione: “Dal 2019 le graduatorie potranno essere utilizzate solo per i vincitori”.

Che in un primo approccio potrebbe anche essere vero. Vorrei provare, però, una lettura diversa, per stimolare una discussione. Il testo della norma non dice che le graduatorie possono essere utilizzate solo “per i vincitori”, ma per i “posti messi a concorso”, che potrebbe significare una cosa diversa.

Provo a spiegarlo con un esempio. Un ente svolge una concorso per dieci posti. Nel tempo (comunque entro tre anni) tutti i dieci posti vengono ricoperti. Dopo di che, un lavoratore non supera il periodo di prova, un altro si dimette, un altro se ne va in mobilità. L’ente può scorrere la graduatoria eventualmente ancora valida? A pensarci il termine “posti messi a concorso” e non “per i vincitori” potrebbe significare proprio questo: che fino ai dieci posti iniziali l’ente può sempre scorrere, ovviamente nel tempo massimo dei tre anni di validità.

Sarà davvero così?

Penso sia giusto parlarne, anche perché la soluzione sarebbe davvero interessante e darebbe un senso allo svolgimento di una procedura concorsuale, ma soprattutto alla durata triennale.

Certo, poi il tutto andrà anche riletto e rivisto alla luce dell’obbligo dei concorsi unici e centralizzati.

Staremo a vedere.