Irap e diritti di rogito ai Segretari

3 11 2019

A chi spetta pagare l’IRAP sui diritti di rogito? La paga l’ente o vanno prima scorporati e, quindi, posti a carico del Segretario comunale o provinciale? Finalmente abbiamo la risposta della Sezione Autonomie della Corte dei Conti. Siete pronti?

I magistrati, nella Deliberazione n. 29/2019, hanno detto che… non è questione di Corte dei Conti in sede consultiva! Infatti, poiché sulla vicenda vi sono già state tutta una serie di pronunce di organi giurisdizionali di diversi ordini (tradotto: sentenze che hanno detto cose diverse), la materia non è più di “contabilità pubblica” e, pertanto, non può più essere esaminata dai magistrati contabili in sede consultiva.

Allegato: Deliberazione n. 24/2019 – Sezione Autonomie – Diritto di rogito

Che fare adesso? Scorporare oppure no?

Questa volta è davvero difficile dare suggerimenti.

Si potrebbero seguire le indicazioni contenute nella Ordinanza n. 21.398/2019 della Corte di Cassazione, che però riguarda gli incentivi tecnici i quali, come noto, confluiscono in un fondo. I giudici, affermano, che l’Irap non può essere a carico dell’ente.

Il caso dei diritti di rogito è però diverso in quanto, in questo contesto, non si tratta di un fondo e quindi l’Irap potrebbe davvero essere aggiunta a carico dell’ente.

Ci sono motivi “buoni” da una parte o dall’altra, insomma. Difficile.



Maggiorazione festiva per il personale turnista

28 09 2019

Segnalo la chiarissima sentenza  21412/2019 della Corte di Cassazione con la quale ha affrontato il caso di alcuni agenti di polizia locale che avevano chiesto la condanna dell’ente al pagamento del compenso aggiuntivo previsto dall’art. 24, comma 2, CCNL comparto Regioni Autonomie locali 14.9.2000, rivendicato per l’attività prestata nelle giornate festive infrasettimanali in cumulo con la maggiorazione già percepita per il lavoro prestato in turno nei giorni festivi ai sensi dell’art. 22, comma 5, dello stesso contratto.
In particolare, ribaltando la decisione dei gradi precedenti (a favore di lavoratori), la Cassazione illustra che non spetta la maggiorazione di cui all’art. 24, comma 2, del CCNL in caso di prestazione lavorativa resa in turno, nel normale orario di lavoro, seppur coincidente con una giornata festiva (ricadente nel turno), non potendosi fondatamente cumulare due benefici previsti per finalità e situazioni diverse.
Del resto, prosegue il Collegio, il tenore testuale dell’art. 22, comma 5, renderebbe palese la volontà delle parti collettive di attribuire al dipendente che presti attività in giorno festivo ricadente nel turno un’indennità con funzione interamente compensativa del disagio derivante dalla particolare articolazione dell’orario di lavoro, mentre i primi tre commi dell’art. 24 prendono in considerazione situazioni accomunate dal fatto che l’attività lavorativa viene prestata in giorni non lavorativi, ossia l’ipotesi di eccedenza, in forza del lavoro prestato in giorno non lavorativo, rispetto al normale orario di lavoro.

Sottolineo: i giudici precedenti avevano dato ragione ai lavoratori e questo, insegna, che fermarsi al primo grado non sempre è cosa buona e giusta da prendere alla leggera.

ALLEGATO: SENTENZA CASSAZIONE 21412/2019



Busta paga: quando conviene esternalizzare il servizio

8 09 2019

Premessa.

Dieci anni fa scrissi per EDK il libro “La busta paga dei dipendenti degli enti locali”, nel quale provavo a spiegare passo per passo l’elaborazione del cedolino e i collegamenti con la contabilità. Nel piccolo comune in cui lavoravo, le buste paga venivano predisposte all’interno, direttamente da noi dipendenti dell’ufficio ragioneria/personale. Ci siamo, però, sempre chiesti se il procedimento avrebbe potuto essere esternalizzato. Nel libro, quindi, avevo toccato la questione della valutazione dell’opportunità o meno esternalizzare l’attività. Sono sempre stato convinto che nel pubblico impiego non si possa prescindere nell’elaborazione della busta paga, da quello che avviene prima e dopo. Gli importi inseriti nei cedolini, derivano da atti amministrativi, a volte particolarmente intensi come, ad esempio, la materia del fondo delle risorse decentrate per il pagamento dei trattamenti accessori. Anche dopo avere elaborato la busta paga le cose non finiscono lì: è necessario un buon collegamento con la contabilità, con i capitoli, con il bilancio. Al giorno d’oggi, ad esempio, si possono creare degli automatismi per l’emissione dei mandati e delle reversali praticamente da ogni programma software. Insomma: la valutazione se esternalizzare o meno è molto dettagliata. Propongo, quindi, alcune considerazioni, in parte già presentate nel libro e ora aggiornate, che potrebbero essere messe sul tavolo della decisione. Mi accorgo della semplicità delle stesse, ma spero di fornire un quadro abbastanza completo.

 

Gli operatori esterni.

Sul mercato gli operatori propongono servizi estremamente diversi e differenziati. Tali soggetti si dividono principalmente tra chi svolge esclusivamente un servizio di elaborazione, senza minimamente entrare nel merito, e tra chi abbina all’elaborazione un vero e proprio supporto anche di natura giuridica, previdenziale e fiscale. Nel primo caso all’ente rimane in capo la trasmissione (o addirittura l’inserimento in un sito internet dedicato) dei dati variabili di mese in mese; nel secondo caso è la medesima società esterna che, sulla base della documentazione trasmessa, fornisce le soluzioni applicative anche ai fini della redazione del prospetto di paga. A questo punto, va ricordato che con la sentenza n. 2784 del 8 maggio 2018, il Consiglio di Stato ha affermato che, se esternalizzata, l’attività di elaborazione delle buste paga e della documentazione correlata è riconducibile alle attività riservate ai sensi della l. 12/1979, in quanto richiede una valutazione tecnico-giuridica tipica della professionalità di cui all’art. 1 della legge, atteso che gli adempimenti necessari richiedono un’attività strettamente professionale, complessa ed articolata, che non si esaurisce in un mero compimento di operazioni materiali di calcolo.[1]

 

Opportunità e rischi dell’esternalizzazione.

Divido gli approfondimenti sulla valutazione se esternalizzare o meno in quattro spunti, che derivano dalla classica analisi Swot[2] e che rispondono alle seguenti domande:

  • Come possiamo utilizzare e sfruttare ogni punto di Forza della scelta di esternalizzare?
  • Come possiamo migliorare ogni Debolezza?
  • Come si possono sfruttare al meglio le Opportunità della scelta?
  • Come possiamo eliminare i Rischi (o fattori negativi) di una esternalizzazione?

PUNTI DI FORZA

In caso di cessazione dei dipendenti addetti il servizio può continuare senza interruzioni di sorta.

Non vi è il problema della gestione delle assenze o delle ferie degli operatori

Minori costi di formazione.

Minori tempi di aggiornamento.

Minori costi per il software.

Processi standardizzati.

PUNTI DI DEBOLEZZA

Esternalizzare a volte significa perdere una professionalità.

Rimane la necessità di controllare in fase di start-up l’attività svolta all’esterno.

Minore flessibilità nell’individuazione delle procedure e delle tipologie di compensi.

Cambiamento negli stampati e negli elenchi.

AUMENTO DELLE OPPORTUNITÀ

Il personale prima impiegato nell’elaborazione può essere riqualificato professionalmente sugli aspetti giuridici di gestione del personale.

Maggiore sicurezza di correttezza dal punto di vista fiscale e previdenziale, nel contesto di una materia normativa che cambia quasi quotidianamente.

Possibilità di abbinare al servizio di elaborazione un più completo servizio di supporto anche in ambito giuridico.

RIDUZIONE DEI RISCHI

Affidarsi a soggetti esterni qualificati.

Valutare le procedure di affidamento del servizio all’esterno tenendo conto che tali attività non potranno essere valutate esclusivamente rispetto ad un “prezzo al cedolino”.

Richiedere che il software su cui vengono elaborate le buste paghi rilasci un “file” per poter emettere automaticamente i mandati e le reversali.

Mantenere un dipendente a supporto dell’attività esternalizzata (tale soluzione, andando nella direzione dell’eliminazione dei rischi, comporta comunque una riduzione dei benefici di risparmio della spesa).

Verifiche sistematiche a campione sulle buste paga elaborate.

Sfruttare al massimo la standardizzazione che segue il processo esternalizzato.

Creare garanzie per la proprietà, disponibilità ed uso dei dati elaborati.

Richiedere al soggetto esterno un addetto dedicato specificatamente all’ente di riferimento.

 

Conclusioni.

Non esiste, quindi, una regola generale. La scelta di esternalizzare questo servizio è troppo delicata per essere presa al volo, senza pensieri o semplicemente perché “è meglio così” oppure “mi libero di un problema”. Non va neppure dimenticato quanto previsto dall’art. 6-bis del d.lgs. 165/2001: “Le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, (…) sono autorizzate, nel rispetto dei princìpi di concorrenza e di trasparenza, ad acquistare sul mercato i servizi, originariamente prodotti al proprio interno, a condizione di ottenere conseguenti economie di gestione e di adottare le necessarie misure in materia di personale”. Insomma, è una scelta molto delicata che passa anche da un atto motivato e supportato da dati chiari, oggettivi e trasparenti.

A titolo di esempio, propongo alcune voci da tenere in considerazione per la dimostrazione delle economie di gestione.

COSTO GESTIONE INTERNA

Costo del software

Costo del lavoro dipendente quantificato in ore di competenza per realizzare gli adempimenti esternalizzati

Costo della formazione per l’aggiornamento (che potrebbe essere stimato in almeno 4/5 giornate di formazione l’anno (CU, 770, Conto annuale, CCNL, ecc.) per persona

Costo del materiale d’ufficio

Costo per abbonamenti a editoria specializzata

COSTO GESTIONE ESTERNA

Costo dell’appalto

Costo del lavoro dipendente a supporto dell’elaborazione esterna

 

Non vanno poi anche dimenticate le questioni organizzative. Tra queste, grande rilievo per i comuni di minori dimensioni, riguardano la presenza nell’ente di una sola persona che potrebbe svolgere le attività di elaborazione delle buste paga. Cosa accadrebbe in caso di assenza? E come gestire le ferie in presenza di un’attività che deve essere garantita in periodi ben determinati?

Questi, per il privato, sono “costi” che andrebbero ben valutati anche nel momento in cui si effettua la verifica delle “economie di gestione” che sono tutt’altro rispetto al risparmio di bilancio, in quanto, oltre all’economicità, devono tener conto dell’efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.

 

PUBLIKA STP ha le caratteristiche per poter svolgere l’attività di elaborazione delle Buste Paga e servizi connessi. Per conoscere l’impostazione del lavoro e delle attività e avere ulteriori informazioni CLICCATE QUI

 

[1] La decisione richiama, peraltro, la conforme sentenza del Consiglio di Stato – sezione VI – n. 103 del 16 gennaio 2015.
[2] L’analisi Swot è una metodologia, elaborata nell’ambito del marketing, che attraverso un processo di tipo logico, permette di valutare tutte le caratteristiche di un progetto o di un fenomeno sociale. Il procedimento permette di evidenziare i punti di forza e di debolezza per individuare ciò che nel raggiungimento degli obiettivi può favorire o ostacolare. L’analisi ha l’obiettivo di una “lettura incrociata” e distingue tra fattori endogeni (appartenenti al sistema) e fattori esogeni (esterni al sistema).


Diritti di rogito ai Segretari: ecco il via libera della Corte dei conti

25 08 2018

E’ stata pubblicata la Deliberazione n. 18/2018 della Sezione Autonomie della Corte dei conti con la quale, finalmente, è stato ribaltato il precedente principio di diritto alla luce della varie sentenze dei Tribunali del lavoro.

Ecco quindi le conclusioni della Corte dei conti:

“In riforma del primo principio di diritto espresso nella delibera 21/SEZAUT/2015/QMIG, alla luce della previsione di cui all’art. 10 comma 2-bis, del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, i diritti di rogito, nei limiti stabiliti dalla legge, competono ai segretari comunali di fascia C nonché ai Segretari comunali appartenenti alle fasce professionali A e B, qualora esercitino le loro funzioni presso enti nei quali siano assenti figure dirigenziali”.

ALLEGATO: CORTE CONTI AUTONOMIE – DELIBERAZIONE N. 18/2018 – DIRITTI DI ROGITO SEGRETARI



La quantificazione e la liquidazione degli arretrati

17 06 2018

Ci è stata chiesta una Determinazione per quantificare, impegnare e liquidare gli arretrati alla luce del CCNL 21 maggio 2018. Allego, pertanto, un Approfondimento Gratuito di Publika che contiene una bozza di tale atto.

Al termine della Determinazione, c’è il link per poterla scaricare in Word.

PUBLIKA – APPROFONDIMENTO GRATUITO – DETERMINAZIONE ARRETRATI CCNL

 



Cumulabilità dei compensi per lavoro in turno

20 01 2018

Di seguito trovate il numero 1/2018 di PUBLIKA DAILY.

Nell’area PERSONALE trovate un approfondimento sul cumulo dei trattamenti economici in caso di attività lavorativa prestata in turno nei giorni festivi.

ALLEGATO: NUMERO GRATUITO – Publika_Daily_2018-01



Il recupero delle somme non dovute

24 09 2017

Tra le varie problematiche che investono l’ufficio personale delle amministrazioni pubbliche, vi è anche la valutazione di come agire quando ci si accorge di aver erogato somme ai propri dipendenti che non avrebbero dovuto essere corrisposte. I motivi possono essere diversi, ma le dinamiche vanno esaminate attentamente.

In questo approfondimento, volutamente tralasciamo gli aspetti correlati agli “errori” sulla costituzione del fondo del salario accessorio, oggetto di disciplina da parte dell’art. 4 del d.l. 16/2014, per dedicarci alle modalità di recupero di somme indebite, non dovute, erogate ai dipendenti.

Nel testo troverete diversi esempi concreti ed operativi, supportati da altrettanti interventi della magistratura contabile.

ALLEGATO_IL RECUPERO SUI DIPENDENTI DELLE SOMME NON DOVUTE



Diritti di rogito: la Corte di Appello dice sì

20 05 2017

Con la Sentenza n. 272/2017 la Corte d’Appello di Brescia ha ribaltato quella che era l’unica sentenza dei Tribunali del Lavoro che aveva ritenuto errata l’erogazione dei diritti di rogito ai segretari di Fascia A e B negli enti senza la dirigenza.

A questo punto, quindi, tutti sono allineati nel ritenere che i diritti di segreteria spettano:

  • A tutti i Segretari di Fascia C
  • A tutti i Segretari di Fascia A e B se prestano attività negli enti senza la Dirigenza.

ALLEGATO: CORTE DI APPELLO DI BRESCIA – SENTENZA 272-2017



I diritti di rogito ai segretari comunali

24 09 2016

In un articolo per Il Quotidiano degli Enti Locali de Il Sole 24 Ore, ho riassunto la situazione attuale in materia di diritti di rogito da corrispondere ai Segretari comunali e provinciali.

L’articolo è offerto dallo stesso Quotidiano e quindi si può visionare liberamente cliccando sul seguente LINK: http://www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/art/amministratori-e-organi/2016-09-22/per-corte-conti-diritti-rogito-solo-segretari-fascia-c-173157.php?uuid=ABYZW8UB



Polizia locale: nessun incentivo nella legge di stabilità

22 02 2016

Allego la nota della Ragioneria Generale dello Stato sull’art. 1 comma 972 della legge n. 208/2015 sulla non applicabilità della disposizione alla polizia locale.

ALLEGATO: NOTA RGS SU POLIZIA LOCALE E LEGGE DI STABILITA’ 2016