Graduatoria e “progressione verticale”

17 07 2012

Il Ministero dell’Interno conferma l’orientamento prevalente che le graduatorie per le ex progressioni verticali avevano una validità esclusivamente circoscritta alle procedure stesse.

Ovviamente, dopo la Riforma Brunetta, il contesto è totalmente cambiato.

Il Ministero dell’Interno, con parere del 1 giugno 2012, risponde ad una amministrazione su quanto in oggetto ed aderisce all’interpretazione ARAN secondo la quale non si applica alle procedure di selezione interna del personale la normativa che regola la validità delle graduatorie per concorsi pubblici. La graduatoria di selezione interna deve, pertanto, ritenersi riferita alla singola procedura e l’utilizzazione può avvenire solo per la copertura dei posti destinati alla progressione medesima, nell’ambito della programmazione triennale del fabbisogno del personale. Il Ministero evidenzia anche che la predetta graduatoria è stata formata secondo la precedente disciplina, attualmente non più applicabile in virtù di quanto previsto dall’articolo 24 del d.lgs. 150/2009 e, conseguentemente – come sostenuto dalla Corte dei conti, sezione delle autonomie (adunanza del 31.03.2010) – si deve ritenere abrogato per incompatibilità con il citato d.lgs. 150/2009, l’art. 91 del TUEL nella parte in cui prevede concorsi interamente riservati al personale interno.
Per la fattispecie prospettata, conclude ricordando che la possibilità di conferimento di mansioni superiori è regolata dall’art. 8 del CCNL del 14.9.2000 che lo consente nel caso di vacanza del posto in organico, per non più di 6 mesi, prorogabili fino a 12, a condizione che siano state avviate le procedure per la copertura della posizione dotazionale.


Le materie oggetto di contrattazione

29 11 2011

Riporto di seguito alcuni spunti di riflessione sulle materie oggetto di contrattazione dopo la Riforma Brunetta e il relativo decreto correttivo.

Il contributo è a cura di Mario Ferrari ed è parte di un Focus della rivista Personale News.

Prima di addentrarsi nell’individuazione delle norme ancora oggetto di contrattazione decentrata è utile individuare i nuovi limiti recati dalle novelle legislative.

 

Il nuovo testo dell’articolo 40, comma 1, del D.Lgs. 165/2001 stabilisce: “La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonché le materie relative alle relazioni sindacali. Sono, in particolare, escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all’organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dell’articolo 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonché quelle di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421. Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilità e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva è consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge.”.

 

Il legislatore effettua per prima una definizione in positivo, demandando alla contrattazione la determinazione dei diritti e degli obblighi direttamente pertinenti il rapporto di lavoro e il sistema delle relazioni sindacali. Successivamente, in negativo, individua una serie di materie escluse dalla contrattazione. Infine stabilisce che per quanto riguarda alcune altre materie la contrattazione è possibile nei limiti previsti dalle norme di legge.

 

In questo specchietto si trovano le materie escluse e, ove occorrente, una breve nota esplicativa a fianco:

 

attinenti all’organizzazione degli uffici  
oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dell’articolo 9 (del D.Lgs. 165/2001) Le materie che la contrattazione collettiva demanda ad una diversa tipologia di relazioni sindacali (concertazione, informazione, ecc.)
afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi dell’articolo 5, comma 2, (del D.Lgs. 165/2001) Le determinazioni per l’organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, fatta salva la sola informazione ai sindacati, ove prevista nei contratti di cui all’articolo 9. Rientrano, in particolare, nell’esercizio dei poteri dirigenziali le misure inerenti la gestione delle risorse umane nel rispetto del principio di pari opportunità, nonché la direzione, l’organizzazione del lavoro nell’ambito degli uffici.
afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi dell’articolo 16 (del D.Lgs. 165/2001) Tutte le competenze dei titolari di uffici dirigenziali di livello generale
afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi dell’articolo 17 (del D.Lgs. 165/2001) Tutte le competenze dei titolari di uffici dirigenziali di livello non generale
conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali  
quelle di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 Si tratta delle materie per le quali la legge delega in materia di pubblico impiego stabiliva che dovevano essere “regolate con legge, ovvero, sulla base della legge o nell’ambito dei princìpi dalla stessa posti, con atti normativi o amministrativi:

1) le responsabilità giuridiche attinenti ai singoli operatori nell’espletamento di procedure amministrative;

2) gli organi, gli uffici, i modi di conferimento della titolarità dei medesimi;

3) i princìpi fondamentali di organizzazione degli uffici;

4) i procedimenti di selezione per l’accesso al lavoro e di avviamento al lavoro;

5) i ruoli e le dotazioni organiche nonché la loro consistenza complessiva. Le dotazioni complessive di ciascuna qualifica sono definite previa informazione alle organizzazioni sindacali interessate maggiormente rappresentative sul piano nazionale;

6) la garanzia della libertà di insegnamento e l’autonomia professionale nello svolgimento dell’attività didattica, scientifica e di ricerca;

7) la disciplina della responsabilità e delle incompatibilità tra l’impiego pubblico ed altre attività e i casi di divieto di cumulo di impieghi e incarichi pubblici;”.

 

Come si può vedere vi sono alcune materie, quali ad esempio l’organizzazione degli uffici, che ritornano più volte nella elencazione, ennesimo segno di una legislazione frammentaria.

In ogni caso si coglie, quale disegno unitario, la volontà di porre fine a qualsiasi forma di cogestione delle politiche del personale.



Decreto correttivo alla Riforma Brunetta

23 08 2011

Ora è legge, quindi quella che allego è la versione definitiva. E’ il D.lgs. n. 141/2011, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 22.08.2011 ed entrerà quindi in vigore il 6 settembre prossimo.

Novità più rilevanti:

– incarichi dirigenziali art. 110 comma 1 fino al 18% per gli enti locali virtuosi;

– no fasce di merito fino a 15 dipendenti (norma valida anche per gli enti locali)

– le fasce di merito (anche quelle degli enti locali) entreranno in vigore dalla prossima tornata contrattuale

– interpretazione autentica dell’art. 65 del D.lgs. 150/2009 dopo le diverse sentenze contrastanti dei giudici del lavoro.

ALLEGATO: D.LGS. 141/2011 – CORRETTIVO DELLA RIFORMA BRUNETTA



Le correzioni alla Riforma Brunetta

23 05 2011

Come noto, anche alla luce di diverse sentenze contrastanti da parte dei Giudici del lavoro, il Governo intende mettere mano al D.lgs. 150/2009 per precisarne alcuni elementi.

Di seguito allego un dossier completo sull’argomento contenente anche la bozza di modifiche che si intendono apportare soprattutto all’art. 65 della Riforma.

ALLEGATO: Decreto Integrativo del DLGS150-2009



Il programma per la trasparenza

20 04 2011

Ricevo in questi giorni diverse mail sul Piano per la trasparenza di cui all’art. 11 del D.lgs. 150/2009. Tanti colleghi mi chiedono se sia obbligatorio o meno per gli enti locali.

Non posso fare altro che riportare di seguito quanto avevo già scritto per il piano della performance.

Stessa situazione: nessun articolo della Riforma Brunetta richiama come norma di adeguamento l’adozione del piano della trasparenza, quindi non si possono neppure applicare le sanzioni per chi non lo approva.

Questo è quanto vi è scritto nella norma di legge. E come è possibile vedere sono le considerazioni anche della Civit.

Poi è chiaro: essere trasparenti è positivo, utile al cittadino, marchio di qualità. Ma debbo anche dire che basta guardare i siti degli enti locali per rendersi conto che di trasparenza ce n’è sempre stata e senza che ci fosse la novità di una norma di legge.

E fare le cose solo per “paura” della Corte dei conti o di chissà chi, non può che far passare tutto come un mero adempimento e nulla più.

Riporto quindi per completezza quanto scritto sul Piano della Performance. Si tratta di situazione identica.

Come avevo già avuto modo di precisare, non ritengo che si possano applicare agli enti locali le sanzioni previste all’art. 10 per la mancata approvazione del Piano della performance entro il 31 gennaio scorso (http://www.gianlucabertagna.it/2011/01/31/piano-della-performance/)

Sarebbe stato totalmente illogico. E interpretazioni un po’ troppo terroristiche mi sembravano eccessive.

La conferma arriva ora dalla Delibera n. 6/2011 della Civit.

Con delibera n.6.02.2011, in tema di applicazione delle disposizioni dei Titoli II e III del d. lgs. n. 150/2009 agli enti territoriali e alle amministrazioni del Servizio sanitario nazionale in caso di mancato adeguamento dell’ordinamento entro il 31 dicembre 2010, la Commissione ha espresso l’avviso che, in caso di mancato adeguamento entro detto termine degli ordinamenti degli enti territoriali ai principi contenuti nelle disposizioni richiamate dal comma 2 dell’art. 16 e dal comma 1 dell’art. 31 del d. lgs. n. 150/2009, debbano trovare applicazione non tutte le disposizioni dei Titoli II e III, ma soltanto gli articoli e i commi ivi richiamati, salva la facoltà degli enti di operare una più ampia applicazione.

La Commissione, in particolare, ha precisato che, ove si sostenesse l’integrale applicazione dei Titoli II e III del citato decreto, si verificherebbe l’incongruenza che, a seguito del mancato tempestivo adeguamento, si avrebbe un’applicazione più ampia di quella che il legislatore ha voluto a regime, sulla base anche dell’intesa con la Conferenza Unificata delle Regioni in sede di attuazione della legge n. 15 del 2009 e di adozione del d. lgs. n. 150 del 2009.

E’ stato, infine, sottolineato che l’interpretazione proposta si impone anche per il rispetto dell’autonomia degli enti territoriali.



Gli obiettivi dell’ufficio personale

16 04 2011

Anche gli uffici del personale sono coinvolti nel processo di definizione di obiettivi specifici (ora di performance) per il proprio settore.

Maria Grazia del Comune di Sant’Elpidio a Mare mi ha inviato una proposta (Grazie!!).

Li condividiamo al fine di ottenere maggiori spunti operativi.

ALLEGATO: TABELLA ILLUSTRAZIONE OBIETTIVI RPP-SUP



I tempi della trasparenza

12 04 2011

Augusto del comune di Sant’Angelo in Vado (personaggio già conosciuto sul sito) mi ha inoltrato un’interessante proposta di deliberazione sui tempi della trasparenza.

In relazione alla pubblicazione di dati personali nei siti web delle pubbliche amministrazioni, in particolare per ciò che concerne la sezione “Trasparenza, valutazione e Merito” (art. 11 Decreto Brunetta 150/09) vengono fornite indicazioni sulla tempistica e modalità operative.

Allego volentieri quanto “prodotto” dal gruppo di lavoro dell’ottimo Augusto che ringrazio con enorme piacere.

ALLEGATO: I tempi della Trasparenza



Corte conti Lombardia e Riforma Brunetta

6 04 2011

La Corte dei conti della Lombardia ha coinvolto alcuni comuni nella verifica sullo stato di attuazione della Riforma Brunetta.

Ecco le domande che sono state poste alle amministrazioni.

ALLEGATO: QUEST CONTR INT 2011 PROVINCE E COMUNI SOPRA 15.000



Costruire le fasce di merito

3 04 2011

L’art. 31 comma 2 del D.lgs. 150/09 prevede le fasce di merito per gli enti locali.

Si tratta di un meccanismo certamente meno rigido rispetto al resto della pubblica amministrazione.

Allego un foglio elettronico che permette di simulare e quindi “provare” gli effetti delle fasce di merito nei singoli enti.

ALLEGATO: ESEMPI FASCE DI MERITO

 

Per altre considerazioni sulle fasce di merito: http://www.gianlucabertagna.it/2010/11/17/le-fasce-di-merito/



Sezioni Riunite su incarichi dirigenziali

8 03 2011

La Corte dei conti Sezioni riunite ha affrontato la questione della sopravvivenza dell’art. 110 del Tuel dopo la modifica avvenuta all’art. 19 comma 6 del d.lgs. 165/2001 ad opera della Riforma Brunetta.

Le conclusioni:

– L’art. 110 comma 1 (incarichi dirigenziali IN DOTAZIONE ORGANICA) sconta le nuove regole dell’art. 19 comma 6. La percentuale massima è quella dell’8%.

– L’art. 110 comma 2 (incarichi dirigenziali EXTRA DOTAZIONE ORGANICA) sopravvive alle novità e quindi rimane pienamento valido.

Ecco le due deliberazioni.

INCARICHI IN DOTAZIONE ORGANICA: Corte Conti Sezioni Riunite – N. 13/2011

INCARICHI EXTRADOTAZIONE ORGANICA: Corte Conti Sezioni Riunite – N. 14/2011