Contatti

Potete contattarmi all’indirizzo mail indicato di seguito.

In questo spazio che metto a disposizione non riesco, per questioni di tempo, a prendere in esame quesiti particolarmente complessi. In alcuni casi dovrei, peraltro, coinvolgere anche i miei collaboratori. Se non ottenete risposta non è per cattiva volontà, ma semplicemente perché, quotidianamente, ricevo tantissime mail e il quesito che mi avete formulato non poteva trovare un’adeguata risposta in poco tempo, anche per evitare di fornire delle indicazioni che potrebbero risultare  superficiali o fuorvianti.

Se possibile, preferirei quesiti impostati con formule alle quali possa rispondere con “si”, “no”, “sono d’accordo”, “non sono d’accordo”. Questo agevolerebbe molto i tempi della risposta.

Ecco la mia mail: contatti@gianlucabertagna.it

Ricordo, inoltre, che sottoscrivendo l’abbonamento alla rivista Personale News è possibile avvalersi anche dello specifico servizio “risposta a Quesiti” a cui, oltre al sottoscritto, sono dedicati diversi collaboratori specializzati nei vari aspetti della gestione giuridica ed economica del personale.

20 risposte a “Contatti”

24 03 2014
Maria (15:00:35) :

Buongiorno le sarei molto grata se riuscissi ad avere una sua risposta al seguente quesito : Se un ente locale nel corso del 2013 ha stabilizzato un’unità extra dotazione organica, ex dipendente Ente Tabacchi, ai sensi dell’art. 9 comma 25 del D.L. 78/2010 può oggi stabilizzare un dipendente a tempo determinato ai sensi della Legge n° 125/2013 ( legge di conversione del D.L. 101/2013)? In particolare la spesa per la stabilizzazione, art. 9 comma 25 del D.L. 78/2010 del dipendente Enti Tabacchi, in sovrannumero è a carico dell’Ente che ha stabilizzato o è a carico del Ministero? Nel caso fosse a carico del Ministero non rientrerebbe nel computo della spesa del personale e quindi si potrebbe procedere alla stabilizzazione dell’unità a tempo determinato avendo tutti i requisiti richiesti dalla Legge 125/2013? Grazie in anticipo. Maria

27 03 2014
Saverio (13:42:52) :

Buongiorno, la ringrazio se potrebbe darmi risposta a questo quesito: l’A.C. dove presto servizio, soggetta a patto, vorrebbe satbilizzare un lavoratore LPU – Cat. B, già in servizio preso la stessa Amministrazione, avendo i requisiti per assumere per come stabilito delle vigenti normative, per sostituire un dipendente di Cat. A “operatore scolastico” che dal primo ottobre p.v. sarà collocato in quiescenza, con la possibilità che il lavoratore LPU mantenga la cat. posseduta sebbene destinato a ricoprire mansioni di categoria inferiori.Grazie

29 03 2014
mimmo (20:48:04) :

Cerco aiuto. Un comune in stato di dissisto finanziario, ha dichiarato 30 dipdenti in esubero i quali, per legge, verranno mesi in mobilità. Tra questi, vi sono tre agenti di polizia locale la cui mobilità, secondo una recente sentenza ci cassazione – di cui non ne sono in possessso – quest’ultimi, essendo agenti di P.G., non dovrebbero rientrare in tale provevdimento. E’ così. Cerco delle risposte in merito. Grazie.
Mimmo

19 08 2014
Gaetano (13:22:57) :

Salve, alla luce del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90, nelle procedure concorsuali la riserva dei posti al personale interno resta una possibilità a discrezione delle Ammnistrazioni oppure diventa un obbligo sulla prima annualità dei posti inseriti nella programmazione triennale ?

Ringrazio anticipatamente.
Gaetano

6 10 2014
Sergio Rosso (16:51:18) :

Buonasera, avrei la necessita’ di chiarire se le spese di personale relative all’indennita’ di mancato preavviso e alla monetizzazione delle ferie non godute relative a un dipendente deceduto sono da considerare nei limiti delle spese di cui al comma 557. Alcuni Enti le considerano oneri straordinari della gestione corrente non rilevandole ai fini del suddetto limite, altri le includono nel limite. Non ho trovato un?adeguata giurisprudenza o prassi al riguardo
Grazie
Sergio Rosso
Responsabile servizio finanziario Comune di Pitigliano (Gr)

28 11 2014
luigi (09:50:40) :

salve
un piccolo chiarimento.
l’erogazione dei buoni pasto spetta ai soli dipendenti oppure ai componenti degli organi, quali ad esempio il collegio dei sindaci?

27 01 2015
marco (12:58:33) :

Buongiorno,
sarei molto grato se potesse chiarire il mio quesito:
In breve, il divieto di assunzione si applica anche agli idonei di graduatorie vigenti ,riferite a concorsi già espletati, per la copertura di n. 1 posto vacante di agente di polizia municipale, già programmato nell’anno 2014 con delibera comunale di programmazione del fabbisogno di personale mediante scorrimento della graduatoria degli idonei?
Attesi la specificità della mansione da ricoprire e la precedente delibera di programmazione di fabbisogno di personale, il Comune può procedere all’assunzione?
Grazie

4 03 2015
raffaele (12:38:12) :

buongiorno,
ho appena letto il suo articolo sulla sezione enti locali e PA in merito ai pronunciamenti della Corte dei Conti sulla questione mobilità.
Lei ritiene che in virtù di tali deliberazioni si possa convincere l’ufficio personale di un Comune a far scorrere una graduatoria approvata nel 2014? Pur avendo previsto nel piano assunzioni 2015 tale procedura, oggi sulla base della circolare n.1 funzione pubblica si sono bloccati. Io sono il primo in graduatoria.
Grazie

24 03 2015
Rocco (11:24:43) :

Buongiorno! Ho appena letto un articolo nel quale parla delle assunzioni a termine da graduatorie proprie a tempo indeterminato. Io faccio parte di un comitato di vincitori ed idonei del concorso per la ricostruzione di L’aquila ed i comuni del cratere sismico. Le amministrazioni coinvolte nella ricostruzione nonostante l’obbligo di attingere dalle nostre graduatorie a tempo indeterminato dalla legge 125/13 in poi continuano a dar scorrere le graduatorie di un concorso che prevedeva assunzioni a termine, concorso le cui graduatorie sono state approvate a inizio 2013, poco prima dell’approvazione delle nostre avvenuta a febbraio 2013. Per risolvere la questione abbiamo scritto all’ispettorato della funzione pubblica il quale, dopo quasi un anno, non ha risposto e non credo risponderà. Nel frattempo notiamo che molte amministrazioni continuano ad indire selezioni a termine anche possedendo graduatorie valide a tempo indeterminato. Come bisogna comportarsi in questi casi?

1 04 2015
Rodolfo (14:19:38) :

Buongiorno, si invia il seguente quesito relativo ai divieti per le province.
La legge di stabilità n.190/2014 prevede, all’art.1 – comma 420 punto g), che alle province è fatto divieto “di attribuire incarichi di studio e consulenza”.
La circolare “Madia” n. 1/2015 (pagina 6) dà una interpretazione molto estensiva di questo divieto: “Nella casistica rientrano tutte le tipologie di incarico disciplinate dall’art.7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165”.
Alla luce di quanto sopra, si chiede se la circolare suddetta sia vincolante per questa Amministrazione e se le province possano conferire incarichi di collaborazione autonoma di tipo professionale (es. incarichi a giornalisti, incarichi occasionali per la formazione del personale dipendente, incarichi di natura tecnica a professionisti, ecc.) comunque diversi da incarichi di studio e consulenza.
Si ringrazia per la collaborazione.

23 07 2015
vincenzo marchianò (14:59:11) :

Intendo segnalare il parere della corte dei conti – sezione Campania – /200/2015/QMIG 8/15 luglio 2015.
Affronta il problema dei resti assunzionali dopo la novella dell’art. 4, comma 3, del D.L. 78/2015. E’ un distillato di interpretazioni da cui scaturiscono indirizzi conformativi tipici dei precetti legislativi. In altre parole la corte non si limita ad interpretare il diritto vigente ma detta anche delle regole, del tutto nuove ed estranee prima facie al testo normativo oggetto di esegesi.
Ma non sarebbe stato più semplice dire che il legislatore motu proprio o su pressione di amministratori accorti si è reso conto che “espropriare” i comuni (nel caso di specie) dei resti assunzionali rinvenienti dal triennio antecedente al 2014 di fatto li ha privati della possibilità di ricoprire i posti resisi (o che si renderanno) liberi ? E pertanto ha deciso di introdurre un correttivo in tal senso?

11 03 2016
Francesco (14:24:58) :

Egr. Dott. Bertagna
mi pregio sottoporLe una questione afferente l’Area dell’Alta Professionalità di cui all’art. 10 del CCNL del 22.1.2004.
Prendendo spunto da un parere ARAN (RAL_1371) le espongo quanto segue:
“l’effettiva attuazione della disciplina contrattuale delle alte professionalità presuppone la preventiva definizione, con atti organizzativi di diritto comune, da parte dell’ente dei seguenti elementi: i criteri e le condizioni per l’individuazione delle competenze e delle responsabilità connesse agli incarichi di alta professionalità (nel rispetto dei vincoli della informazione sindacale, ai sensi dell’art.6, comma 1, del D.Lgs.n.165/2001); i criteri per l’affidamento degli incarichi di alta professionalità; i criteri per la quantificazione dei valori della retribuzione di posizione e di risultato (nel rispetto del vincolo della concertazione, ai sensi dell’art.16, comma 2, del CCNL del 31.3.1999); i criteri per la valutazione periodica delle prestazioni e dei risultati dei titolari di posizione organizzativa;
il conferimento degli incarichi di alta professionalità avviene nel rispetto dei criteri preventivamente definiti dall’ente, in stretta coerenza con gli specifici requisiti oggettivi e soggettivi che caratterizzano, in base alla disciplina contrattuale, le suddette posizioni di alta professionalità;”
Dunque, negli enti con dirigenza spetta al Dirigente, sulla base degli indirizzi politici, assegnare gli obiettivi e comunicare i corrispondenti indicatori di risultato necessari per la valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi medesimi.
Ciò che non appare chiaro è cosa succede alla scadenza naturale dell’incarico quando sussiste la necessità oggettiva di prosecuzione delle attività tese al raggiungimento degli obiettivi assegnati con l’A.P. e vi sia assoluto silenzio da parte degli organi istituzionali e dirigenziali, nonostante formali osservazioni formulate dall’incaricato funzionario.
Ad avviso dello scrivente il conferimento degli incarichi in questione è strettamente collegato al raggiungimento di precisi obiettivi, attuativi dei contenuti afferenti il programma di governo locale, quindi, la scadenza dell’incarico comporta fisiologicamente anche l’esonero da ogni responsabilità e incombenza del funzionario incaricato, salvo il percepimento o meno della collegata indennità di risultato, con la conseguenza che la prosecuzione delle attività tese al raggiungimento dei citati obiettivi rientra automaticamente nella sfera di competenza dell’organo di vertice del servizio (Dirigente).
Diversamente, in coerenza con le norme di sana amministrazione, non avrebbe alcun significato l’individuazione di posizioni organizzative e di alta professionalità, cui sono collegati trattamenti economici accessori composti da retribuzioni di posizioni e di risultato, se al termine dell’incarico, in condizioni ordinarie, i soggetti designati continuassero ad assumersi le medesime responsabilità e svolgere le medesime mansioni ma senza percepire alcuna controprestazione economica. Il verificarsi di tali circostanze dimostrerebbe o che non avrebbero ragione di esistere gli incarichi attribuiti o, probabilmente, che i funzionari incaricati avrebbero subito un ingiusto danno (patrimoniale e non), avendo offerto (nel continuare a perseguire quegli obiettivi) un surplus di prestazioni in termini di assunzione di responsabilità e di svolgimento di mansioni complesse senza ricevere in cambio nessun corrispettivo di carattere economico.
Di conseguenza, sempre a parere di chi scrive, al termine dell’incarico, in assenza di tempestivo rinnovo, la continuazione delle attività tese al raggiungimento degli obiettivi ad esso connessi, dovrebbe fisiologicamente ritornare nella sfera di competenza dell’organo di vertice del settore, ovvero del Dirigente che dovrebbe darne formale comunicazione al funzionario.
Se ciò non avviene, cosa succede?
1. il funzionario interessato deve continuare a svolgere tali attività, anche ai fini del buon andamento della P.A. e senza percepire alcuna indennità?
2. in caso positivo si potrebbero evidenziare violazioni contrattuali con possibili danni patrimoniali per lo stesso funzionario?
3. sussisterebbero profili di responsabilità varie per il dirigente?
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che Vorrà riservare alla problematica esposta e in attesa di Sua preziosa risposta Le porgo i più cordiali saluti.
Dott. Francesco Nappo – Responsabile Contenzioso Tributario
Comune di Torre del Greco (NA)

22 09 2016
Guy (20:27:41) :

Salve dovendo l’ente di appartenenza provvedere alla stabilizzazione del personale in carico alla Polizia Municipale , chiedo se il tetto di spesa per questo tipo di assorbimento ha una percentuale più alta rispetto alla stabilizzazione di altro personale non facente parte di detto servizio.
Ringrazio in anticipo

22 09 2016
Guy (21:16:03) :

Salve ho trovato sul vostro archivio questo vecchio post del 2010, vorrei sapere se ancora valida la possibilità di utilizzare una quota dell entrate proveniente da multe in aumento salariale di personale part-time?
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Utilizzo dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative per violazione delle norme del codice della strada
26

09

2010
la Corte dei conti della Toscana ha approvato le linee guida sull’utilizzo dei proventi delle sanzioni amministrative per violazione delle norme del codice della strada.

21 10 2016
Prec (18:13:14) :

Buongiorno,

adesso che la ricollocazione dei dipendenti delle Province sembra essere terminata, Potrebbe gentilmente riepilogare quale dovrebbe essere il normale iter di reclutamento nei Comuni che possono tornare ad assumere ?
Le graduatorie dal 2007 in poi inserite nel portale http://www.monitoraggiograduatorie.gov.it” sono valide solamente sino al 31/12/2016 o la loro validità sarà prorogata anche nel 2017 ?
Chiedo perché non ho capito se un Comune è obbligato ad attingere dalle proprie graduatorie (per altro inserite nel sopraccitato portale) o se prima procede con bando di mobilità.
Grazie.

2 01 2017
Chiara (13:16:42) :

Buongiorno,
Può un ente locale, dato lo stringente vincolo sul turn over (25% per il 2017) chiamare da una graduatoria a tempo inteterminato con assunzione part time o a tempo determinato per aumentare il numero di quelle assunzioni pur rimanendo nei limiti di spesa fissati dalla finanziaria? esistono riferimenti normativi lo consentono?

7 04 2017
giovanni carullo (18:32:43) :

Un dipendente pubblico muore immediatamente dopo il suo collocamento a riposo per inidoneita’ all’impiego. Restano da liquidare tredicesima, ferie non godute e mancato preavviso. Le ferie non godute e la tredicesima vanno liquidate agli eredi iure successionis. Si domanda se il mancato preavviso ( in caso di morte dopo il collocamento a riposo) vada riconosciuto a coniuge e figli iure proprio o iure successionis. Nel secondo caso, esso entrerebbe nell’asse ereditario, nel primo caso no. Per quanto riguarda l’inpdap, la buonuscita segue strade diverse a seconda se il dipendente sia morto in servizio e dopo il collocamento a riposo (http://www.lineaamica.gov.it/risposte/dipendenti-pubblici-indennita-buonuscita-ai-superstiti). Anche per il mancato preavviso esiste la stessa logica? Grazie

24 05 2017
REGINA ZAZZI (10:39:43) :

In base alla normativa vigente in materia di assunzioni si può procedere alle assunzioni di educatori asilo nido, al di fuori dei limiti percentuali economici previsti, purché la spesa di personale non superi quella sostenuta per assicurare i relativi servizi nell’anno educativo e scolastico 2015-2016, fermo restando il rispetto degli obiettivi del saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate e le spese finali, e le norme di contenimento della spesa di personale.
Questo ente sta programmando la sostituzione di un educatore, che sarà collocato prossimamente a riposo, e vorrebbe, anziché assumere nuovo personale procedere alla trasformazione di due posti part-time a full time.
Non ci risulta chiaro, però, se tale spesa per la trasformazione dei posti da 18 a 36 ore debba essere inserita nel limite di spesa percentuale prevista per il turnover o se a norma dell’art. 17 D.L.113 del 24 giugno 2016 convertito in legge n. 160 del 7 agosto 2016, si possa procedere alla modifica fermo restando la spesa sostenuta nell’anno educativo 2015-2016?

Grazie

6 06 2017
Giuseppe Mura (10:38:30) :

Come noto, il regime del part-time è disciplinato dall’art. 1, comma 56 della L. 23/12/1996 n. 662 e nell’art. 53, commi 1 e 6 del D.Lgs. 30/3/2001 n. 165, nonché nell’art. 7 del C.C.N.L. del 14/9/2000. Scopo della normativa sul part time è la facilitazione e l’incentivazione del passaggio dal contratto a tempo pieno al contratto a tempo parziale, rendendolo piú vantaggioso rispetto al previgente assetto normativo, perché cumulabile con una seconda attività lavorativa, di tipo subordinato, autonomo o libero-professionale. Ciò premesso, si chiede se un dipendente di un comune con contratto a tempo indeterminato, in regime di part time 18 ore, può stipulare un ulteriore contratto, a tempo indeterminato, in regime di part time 18 ore con un altro comune, previa procedura concorsuale? In tale fattispecie, non si violerebbe il principio dell’unicità del rapporto di pubblico impiego, sancito dall’art. 53, comma 1 del D.Lgs. 30/3/2001 n. 165 e degli artt. 60 e ss. del D.P.R. 10/1/1957 n. 3, considerato che l’unica deroga è stata stabilita dal legislatore con l’art. 1, comma 557 della L. 23/12/2004 n. 311 e dall’art. 92, comma 1 del D.Lgs. 18/8/2000 n. 267, per sopperire alle esigenze organizzative dei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti?

8 06 2017
Andriani (06:14:43) :

Riforma del TUPI – progressioni interne
L’art 22 comma 15 del Decreto di Riforma del TUPI (165/2001) stabilisce:
Per il triennio 2018-2020, le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare le professionalità interne, possono attivare, nei limiti delle vigenti facoltà assunzionali, procedure selettive per la progressione tra le aree riservate al personale di ruolo, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno. Il numero di posti per tali procedure selettive riservate non può superare il 20 per cento di quelli previsti nei piani dei fabbisogni come nuove assunzioni consentite per la relativa area o categoria. In ogni caso, l’attivazione di dette procedure selettive riservate determina, in relazione al numero di posti individuati, la corrispondente riduzione della percentuale di riserva di posti destinata al personale interno, utilizzabile da ogni amministrazione ai fini delle progressioni tra le aree di cui all’articolo 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Tali procedure selettive prevedono prove volte ad accertare la capacità dei candidati di utilizzare e applicare nozioni teoriche per la soluzione di problemi specifici e casi concreti. La valutazione positiva conseguita dal dipendente per almeno tre anni, l’attività svolta e i risultati conseguiti, nonché l’eventuale superamento di precedenti procedure selettive, costituiscono titoli rilevanti ai fini dell’attribuzione dei posti riservati per l’accesso all’area superiore.

Si chiede un supporto sulla lettura della norma con specifico riferimento alla corretta interpretazione del seguente punto:
il “20 per cento di quelli previsti nei piani dei fabbisogni come nuove assunzioni consentite per la relativa area o categoria”: il computo del 20% si fa in relazione alla spesa o ai posti?
In pratica COSA si deve prevedere?
ipotesi A) l’assunzione di 5 cat C di cui una con progressione verticale cioè 4 dall’esterno uno dall’interno? questa ipotesi è impraticabile perché l’Ente dovrebbe avere una capacità di spesa per turn over ragguardevole, e poi perchè mi sembra in contrasto con il principio della norma che è invece nella prima parte dispone la valorizzazzione delle professionalità interne, nei limiti delle vigenti facoltà assunzionali.

oppure potesi B) il calcolo del 20% si fa sulla spesa da sostenere per (ad es) una cat. C (26.298,13) su tale importo si calcola il 20% (5259,63). Si prevedono quindi tante progressioni interne tra categorie (in questo caso tra B1 a C e B3 a C) fino a raggiungere il tetto di 5259,63. Il fine principale (la valorizzazione del personale) e la temporaneità della disposizione consente di poter ritenere che, nel caso di specie la nuova assunzione (progressione verticale) debba incidere sui costi del personale e sulle quote assunzionali nei limiti di costo e per il differenziale tra il precedente ed il nuovo inquadramento, ovviamente nel rispetto limite spesa personale (commi 557 e 562 dell’articolo 1 della legge 296/2006), e nel rispetto pareggio bilancio.
Grazie.

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