Le graduatorie

Non c’è alcun dubbio che una della novità principali del d.l. 90/2014 è l’invito del legislatore ad utilizzare le proprie graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato. Non mi occuperò in questo breve commento del rapporto in cui le stesse stanno con le procedure dell’art. 34-bis (che per me viene sempre prima, pena la nullità dell’assunzione) e quelle di mobilità di cui all’art. 30 del d.lgs. 165/2001.

Mi chiedo, invece, quale rapporto avranno le novità del legislatore con l’art. 91 comma 4 del d.lgs. 267/2000.

La novità

L’art. 4, comma 3, del d.l. 101/2013 (che ora si applica anche agli enti locali) ha stabilito che, prima di indire nuove procedure concorsuali, le pubbliche amministrazioni devono procedere:

– all’immissione in servizio di tutti i vincitori di concorso collocati nelle proprie graduatorie vigenti per assunzioni a tempo indeterminato, di qualsivoglia qualifica, salve comprovate non temporanee necessità organizzative adeguatamente motivate;

– alla verifica dell’assenza, nella stessa amministrazione, di idonei collocati nelle proprie graduatorie vigenti ed approvate a partire dal 1° gennaio 2007, relative alle professionalità necessarie, anche secondo un criterio di equivalenza.

Il Testo unico degli enti locali

L’art. 91 comma 4 del d.lgs. 267/2000: Per gli enti locali le graduatorie concorsuali rimangono efficaci per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione per l’eventuale copertura dei posti che si venissero a rendere successivamente vacanti e disponibili, fatta eccezione per i posti istituiti o trasformati successivamente all’indizione del concorso medesimo.

Domanda

Quello che mi chiedo è se la novità del d.l. 90/2014 sia talmente “forte” da poter superare la norma del TUEL che, come noto,  potrebbe essere modificata solo “mediante espressa modificazione” come previsto dall’art. 1 comma 4 del d.lgs. 267/2000.

La risposta potrebbe essere negativa, visto che il Consiglio di Stato ha persino ritenuto che quanto previsto per gli enti locali sia “principio generale” applicabile a tutte le amministrazioni pubbliche. Ma non escludo che la volontà del legislatore di provvedere all’immissione in ruolo dei vicitori ed idonei di graduatoria possa, in futuro, prevalere. Staremo a vedere.

Riporto la sintesi, della sentenza del Consiglio di Stato, sezione III, 1° agosto 2014, n. 4119:

“Anche in questa sentenza, come in quella del 4/7/2014 n. 3407 e in quella del 27/8/2014 n. 4361, i magistrati si occupano dello scorrimento delle graduatorie concorsuali, ribadendo che la regola generale per la copertura dei posti vacanti in organico è quella dello scorrimento delle graduatorie preesistenti ed efficaci. Tale regola tuttavia non è applicabile laddove si tratta di coprire posti di nuova istituzione o trasformazione e infatti, dicono testualmente i giudici: l’esclusione dello scorrimento della graduatoria concorsuale per la copertura di posti di nuova istituzione o trasformati, sebbene prevista dall’art. 91, comma 4, del d.lgs. 267/2000 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali ), costituisce regola espressiva di un principio generale applicabile anche alle altre amministrazioni pubbliche e, quindi, anche alle Aziende sanitarie locali”.

 

Print Friendly, PDF & Email

Un pensiero su “Le graduatorie

  1. DOMENICO dice:

    Buongiorno, in merito a quanto indicato nell’articolo vorrei fare una domanda.
    Nel 2010 ho partecipato ad un concorso a tempo indeterminato, indetto da un comune. La relativa graduatoria definitiva è stata approvata nel mese di maggio.
    A seguito del decereto Dalia del 2013, la graduatoria potrebbe essere ancora valida?
    Il comune avrebbe dovuto “proprogare” la stessa con una determina?
    Grazie in anticipo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dodici + sei =