Fondo e contrattazione: cosa succede a fine anno 2023

Raramente commento gli articoli dei colleghi, ma ritengo che nell’articolo di Arturo Bianco “Rischio danno nell’ente che non chiude il contratto decentrato entro dicembre” su Il Sole 24 Ore di oggi lunedì 11 dicembre 2023, ci siano alcuni aspetti che vanno a mio parere approfonditi.

Innanzitutto, non è vero che se non si stipula il contratto integrativo entro l’anno si perdono le risorse variabili. Su questo i principi contabili sono chiari. Le risorse variabili si perdono solo se non si costituisce il fondo, ma se il fondo viene costituito e sulla determinazione viene rilasciato il parere del revisore le risorse variabili non scompaiono anche se il contratto integrativo non viene siglato.

Va poi detto che l’art. 8 del CCNL 16.11.2022 afferma chiaramente due cose. La prima è che fino alla stipula del CCI successivo continua ad avere effetto quello precedente. La seconda è che il CCI deve essere contestualmente giuridico ed economico contenendo la disciplina di tutte le materie. Un CCI che ad esempio preveda solo i nuovi differenziali giusto per attuarli nel 2023 e rimandi le altre materie all’anno successivo non appare coerente con le disposizioni del CCNL.

Sui differenziali, poi, l’articolo sembra optare per la tesi per cui: “poichè il contratto nazionale non prevede più il vincolo della quota limitata, non oltre il 50% di chi ha titolo a concorrervi è possibile superare tale quota”. A tal proposito va però ricordato che tale limite è sempre esistito anche prima del CCNL 2018 per orientamento costante che se una procedura deve essere selettiva solo il 50% degli aventi diritto può ottenere il beneficio. Vedi qui per approfondimenti

Da ultimo: come modalità di utilizzo del fondo non esistono “i progetti” (peraltro mai esistiti). C’è la performance individuale e quella organizzativa. È dentro le due fattispecie che eventualmente devono trovare spazio eventuali progettualità specifiche per alcune attività e/o gruppi di dipendenti.

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