Costituzione fondo e contrattazione 2020: non aspettiamo troppo!

Se è vero che le attività sono rallentate, credo che non si possa “dimenticarsi” di alcune azioni importanti nella gestione delle risorse umane, come, ad esempio, la questione del trattamento accessorio.

Io penso che sia ora di costituire il fondo delle risorse decentrate per l’anno 2020 e procedere, se necessario, a pensare alle attività di contrattazione integrativa.

Non dovrebbero esserci scuse, visto che le regole non sono cambiate rispetto al 2019. Eventualmente, ci sarà qualcosa di nuovo, ma solo dopo il DPCM del Decreto Crescita, laddove è previsto che il limite dell’anno 2016 potrà subire variazioni in base al numero dei dipendenti assunti. Ma questa è una scusa che dobbiamo evitare a tutti i costi.

Anche perchè, comunque sia, il numero esatto dei dipendenti lo sapremo solo al 31 dicembre e quindi una costituzione del fondo a quella data sarebbe giudicata tardiva da tutti i nostri controllori.

Che fare quindi? Costituire il fondo con le regole che conosciamo. Quando (se) uscirà il DPCM cercheremo di capire come applicarlo, ma nel frattempo le cose devono andare avanti.

Tra l’altro la bozza del DPCM afferma che “in particolare è fatto salvo il limite iniziale qualora il personale in servizio è inferiore al numero rilevato al 31 dicembre 2018”. In altre parole: al di sotto di quel valore non si potrà andare, quindi, gli enti si trovano nella possibilità di programmare, ancorchè non esaustivamente, l’importo del fondo dell’anno 2020. Tenendo bloccato il totale dell’anno 2016, l’unica eventualità che può verificarsi nell’esercizio è quella di avere a fine anno un valore di fondo più alto semplificando di molto anche le relazioni sindacali.

Le strade sono solo due. O si attende il 31.12. per avere un fondo definitivo e quindi la contrattazione non può che avvenire nell’anno successivo con tutte le criticità evidenziate dalla Corte dei conti, oppure l’altra strada è quella di costituire e contrattare nell’anno in corso, ancorchè con qualche clausola capace di prevedere l’effetto delle assunzioni e delle cessazioni, ma sapendo che sotto al 2016 non si potrà andare.

Io dico: meglio la seconda soluzione.

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