Unioni di comuni e nuovi parametri assunzionali

La Corte dei conti della Lombardia, con la Deliberazione n. 109/2020 ha affermato che anche le Unioni di comuni applicano il DM Assunzioni del 17 marzo scorso, quello che prevede i nuovi parametri di virtuosità e relativi spazi assunzionali.

L’ho letta e riletta e proprio non riesce a convincermi. Principalmente per due motivi.

  1. Il testo letterale della norma e la sua struttura

Sia nel disposto normativo dell’art. 33 comma 2 del d.l. 34/2019 che nel Decreto Ministeriale si parla esclusivamente di comuni. D’altronde, basta anche vedere come è strutturato tutto il nuovo impianto per rendersi conto che è impostato solo per i comuni. Pensiamo solo al numero degli abitanti per la determinazione delle soglie. Un conto è stabilire il numero per i comuni, ma per le unioni? Si fa la somma? Evidentemente, il sistema non gira.

  1. La motivazione della Corte dei conti.

Il motivo per cui anche le Unioni sarebbero incluse nel DM Assunzioni risiede, per la Corte della Lombardia, nel fatto che l’art. 32 del d.lgs. 267/2000 afferma: “Fermi restando i vincoli previsti dalla normativa vigente in materia di personale, la spesa sostenuta per il personale dell’Unione non può comportare, in sede di prima applicazione, il superamento della somma delle spese di personale sostenute precedentemente dai singoli comuni partecipanti”. Ora, per i magistrati i “vincoli previsti dalla normativa vigente” sarebbero quelli del nuovo DM e quindi anche le Unioni devono rispettare quelli. A me sembra proprio un assurdo. È evidente, infatti, che le Unioni devono rispettare i vincoli vigenti per le Unioni, mica quelli per i Comuni. E le Unioni hanno ancora vigente l’art. 1 comma 229 della legge 208/2015 che afferma che esiste per questi enti un turn-over del 100% della spesa dei cessati nell’anno precedente.

Ed io mi fermo qua. Ma sarei davvero curioso di capire, se questa sarà l’interpretazione confermata anche dalle altre sezioni regionali, come si potranno fare i calcoli, come sarà possibile mescolare le spese di personale e le entrate correnti sapendo che non sempre tutte le funzioni sono trasferite all’Unione, come sarà possibile gestire il ribaltamento e come valorizzare i rimborsi in entrata e in uscita. Buon lavoro.

 

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