Riorganizzazione dell’ente, revisione della macrostruttura

Accade di tanto in tanto – e probabilmente anche dopo le elezioni che gli enti avranno quest’anno – che si voglia modificare la struttura organizzativa dell’ente.

Bisogna prestare attenzione a mosse troppo affrettate, perchè, come noto, ci sono in gioco anche interessi di singoli dipendenti/dirigenti/responsabili.

Suggerisco, pertanto, un’attenta lettura di una recente sentenza che può aiutare a non sbagliare.

La sintesi è questa: una riorganizzazione macro-strutturale dell’ente, adottata dalla Giunta, necessita dei previsti atti di indirizzo da parte del Consiglio comunale e deve essere sorretta da adeguata motivazione.

Quando a ciò consegua la soppressione di posizioni dirigenziali l’ente è, altresì, tenuto a predeterminare i criteri in base ai quale andrà ad assegnare i residui incarichi, rispetto alle professionalità ed al merito delle risorse presenti; pertanto, anche in questa fase occorre un’idonea motivazione.

Queste indicazioni di carattere generale si possono ricavare dalla sentenza del Consiglio di Stato, sezione II, 19 marzo 2024, n. 2680.

Con il giusto rapporto va posta attenzione anche in caso di strutture organizzative assegnate alle elevate qualificazioni negli enti senza la dirigenza.

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