Il secondo comma

Riporto di seguito un articolo di Gramellini apparso su La Stampa.

Affronta argomenti sicuramente più importanti rispetto a quelli che vengono trattati su questo sito, ma la situazione mi è apparsa talmente analoga a tante considerazioni che ho fatto in passato, che mi è tornato bello riportarlo a disposizione di tutti.

Spesso anche per noi le norme sono scritte in due fasi: una prima parte che prevede la regola, una seconda parte che prevede le eccezioni.

E’ capitato con l’art. 71 comma 1 del Dl n. 112/2008 sulla decurtazione dei primi dieci giorni di malattia; succede anche con l’art. 9 comma 1 del Dl n. 78/2010. Insomma, la tentazione di trovare delle eccezioni alle regole è proprio nella natura del nostro legislatore.

Abbiamo anche avuto il caso in cui la norma originale era talmente rigida che si è ritenuto necessario inserire delle deroghe, salvo poi toglierle in un contesto diverso, generando confusione totale (vedi deroghe ai commi 557 e 562 della Legge finanziaria 2007).

Buona lettura.

Il secondo comma di Massimo Gramellini

Invoco la protezione celeste e la nostra umana vigilanza sulla bozza Tremonti per la riduzione dei costi della politica, affinché non cada vittima della maledizione del secondo comma. Se ogni legge italiana avesse soltanto il primo comma, saremmo la nazione più civile della Terra. In esso riposa il principio universale, la regola chiara, il termine inderogabile. Purtroppo il primo comma procede sempre in coppia con un altro che contiene gli appigli a cui ci si potrà aggrappare per vanificare quanto solennemente decretato due righe più sopra. La bozza Tremonti sancisce che i parlamentari non possono essere pagati meglio dei loro colleghi europei: sembra un’ovvietà, invece è una mezza rivoluzione. Poi però aggiunge che l’adeguamento al ribasso scatterà «dalle prossime elezioni».

Campa cavallo. Veniamo alle auto blu. Qui il primo comma è un inno alla sobrietà: «La cilindrata delle auto di servizio non può superare i 1600 cc». Ma è contraddetto dal secondo: «Le auto a oggi in servizio possono essere utilizzate fino alla loro dismissione o rottamazione». Morale: per adesso se le tengono tutte. E i famigerati benefit? Svaniranno «dopo la scadenza dell’incarico». «Durante» no. E vedrete che anche sul «dopo» si troverà modo di aggiungere un comma più ragionevole. Ma il capolavoro sono i finanziamenti alla Casta, che vengono drasticamente «ridotti del…». Qui il ministro, in preda a uno scoraggiamento preventivo, ha lasciato la cifra in bianco. Ben sapendo che i legislatori inseriranno una percentuale pari alla stima che noi nutriamo nei loro confronti: zero.

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