Riduzione anche sul fondo “variabile”?

Riporto di seguito alcune considerazioni sulla questione: la riduzione proporzionale del fondo ai sensi dell’art. 9 comma 2bis del Dl n. 78/2010 va fatta anche sulle voci variabili?

Una risposta semplice è: certo, l’ha appena confermato la Corte dei conti Toscana nella deliberazione n. 519/2011. Questo quanto affermato: In conclusione la decurtazione va calcolata in base al modello prefigurato dalla RGS sull’intero ammontare del fondo, senza distinzione tra parte variabile e parte fissa. (l’intera deliberazione è riportata al seguente link: https://www.gianlucabertagna.it/2012/01/07/corte-conti-toscana-a-360%C2%B0/).

Siccome però certe cose non mi tornano, ho fatto altre riflessioni.

Su questo aspetto la prudenza deve essere al centro dell’attenzione dei singoli operatori. Infatti, ancora una volta, è evidente che la disposizione non prevede eccezioni; ma è altrettanto chiaro che una riduzione automatica e proporzionale di risorse variabili quantificate di anno in anno risulta anche illogica ed irrazionale. Pertanto, salvo diverse successive interpretazioni, a parere di chi scrive si potrebbe procedere nel seguente modo.

Vi è infatti un problema. Nella maggioranza dei casi le risorse variabili non sono destinate potenzialmente a tutti i dipendenti. Anzi le stesse sono piuttosto destinate a specifici obiettivi di un gruppo limitato di lavoratori. Una riduzione automatica e proporzionale in questo caso sembra veramente impossibile.

Sarebbe piuttosto il caso di precisare già in sede di costituzione e quindi di quantificazione di tali risorse variabili che quanto di nuovo inserito nel fondo è già rapportato al numero dei dipendenti che vi fanno parte. Di certo rimane valido e saldo il principio del non superamento dell’ammontare complessivo del 2010. Ma sulla riduzione automatica delle risorse variabili le considerazioni devono essere appunto più approfondite.

Una possibilità che va nella direzione di rispettare il disposto normativo della manovra estiva ma anche le logiche sottintese al fondo delle regioni e degli enti locali potrebbe essere quella di entrare nel merito della singola voce per capire se la riduzione proporzionale ed automatica ha un senso oppure no.

Se ad esempio un art. 15 comma 2 è destinato a tutti i dipendenti (tralasciamo ora la questione se questo sia possible), la riduzione automatica e proporzionale sembra corretta; ma se è destinato a soli certi dipendenti, come procedere se a cessare sono altri lavoratori?

Quanto sopra è davvero una semplice opinione. Nella speranza che arrivino presto maggiori chiarimenti su come operare concretamene in tale direzione.

L’argomento verrà peraltro approfondito nel dettaglio sul numero 3/2012 di Personale News

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