RGS: deroghe assunzionali per i piccoli comuni

Ci sono cose che ancora mi sorprendono. Lo so, sbaglio io. Ma non posso farci niente. Rimango ancora stupito da quello che succede in Italia (e mi riferisco esclusivamente all’aspetto giuridico).

Facciamo il riassunto.

I comuni da 1.001 a5.000 abitanti sono entrati nel meccanismo del patto di stabilità dal 1 gennaio 2013. Oltre a dover garantire il rispetto di vincoli finanziari, queste amministrazioni si vedono stravolte le regole sulle assunzioni e il contenimento della spesa per il personale. Nello specifico:

– le spese di personale andranno ridotte rispetto all’anno precedente e non più contenute nel tetto dell’anno 2008;

– le assunzioni si potranno fare nel limite del 40% della spesa delle cessazioni dell’anno precedente.

Questi drastici cambiamenti non sono stati comunicati al veglione di San Silvestro di due mesi fa, ma un anno e mezzo prima della ghigliottina. Infatti, la previsione è contenuta nel d.l. 138/2011. Della serie: sì, potete anche cospargervi il capo di ceneri, però guardate che c’è tutto il tempo per sistemare le cose in sospeso.

E quali mai potevano essere queste cose in sospeso? Una su tutte: utilizzare il più vantaggioso criterio “delle cessazioni dell’anno precedente” previsto dall’art. 1, comma 562, della Finanziaria 2007. Si chiama: turn-over al 100%, sul quale, peraltro, è stato ammesso cumulare tutte le cessazioni intervenute dal2006 inpoi e non ancora ricoperte.

Poi, si sa, la programmazione non è il nostro forte (degli italiani, dico) e così ci si ritrova a sistemare tutte le cose di corsa, all’ultimo minuto.

L’Anci, in difesa di questi piccoli enti, chiede quindi “compassione” alla Ragioneria Generale dello Stato, invocando un chiarimento sul fatto se, almeno, si possono portare a termine i concorsi già iniziati nel 2012, per i quali però non è ancora avvenuta l’assunzione del personale.

L’effetto “lacrimuccia” funziona.La Rgsdiffonde la nota numero 6279/2013, con quale precisa che sì, poverini, questi enti, potranno anche portare a termine le assunzioni in sospeso, purchè il calendario delle prove d’esame sia stato pubblicato entro il 31.12.2012. Quasi, quasi, vien da piangere anche a me.

Chi mi conosce sa che provengo, lavorativamente parlando, ma non solo, da un piccolo ente. Capisco tutte le difficoltà in cui si trovano. Tutte.

Ma.

Ma, appunto. Ancora mi stupisco di queste interpretazioni. Per vari motivi. Di seguito, elenco solo quelli riportabili.

  1. le circolari, i pareri, le deliberazioni della Corte dei conti, ecc. ecc., non fanno legge. Dei miei (ammetto: pochi) esami di diritto, ricordo più di tutto la gerarchia delle fonti e mi sembrava persino bellissimo che ci fosse un po’ di ordine nell’importanza delle leggi.
  2. con la nota della Rgs si introduce un “principio” incomprensibile. La pubblicazione del calendario di esame… Boh. Qui siamo al virtuosismo puro. Uno slancio di empirica fantasia.
  3. ci avevano sempre detto che ciò che conta per stabilire la data di un’assunzione è la presa in servizio. Io lo dico in altre parole: l’attenzione va posta sul momento discrezionale della scelta. Finchè posso “fermarmi” dal fare un’assunzione…
  4. la giustificazione da parte della Rgs del perché di tale interpretazione è davvero da strappalacrime: “Si comprendono le criticità organizzative e funzionali di questi comuni”. Si chiama la motivazione della comprensione. Non un commento di “diritto”. D’altronde non sarebbe stato possibile, mi sa.

Ecco. Questo quanto.

Non sono arrabbiato. Anzi, per i comuni che potranno beneficiare di questa insolita “apertura” (uno o due in tutta Italia, immagino) sono anche contento. Solo un po’ sorpreso. E mi chiedo dove andremo a finire (sempre giuridicamente parlando).

 

p.s. aggiungo un piccolo aneddoto personale.

Qualche anno fa, stavo andando con Giuseppe Debenedetto a tenere un corso. C’era un’alba bellissima, quelle in cui ci si accorge che ogni giorno nasce un Qualcosa. Mentre guido, mi giro verso di lui e, all’improvviso, gli chiedo: ma tu, credi in Dio?

Lui: allora, giuridicamente parlando, si potrebbe sostenere che…

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4 pensieri su “RGS: deroghe assunzionali per i piccoli comuni

  1. Marilena dice:

    Vedi, mi permetto di darti del tu, quelli come te e come me in Italia sono considerati “bacchettoni” e non persone “rispettose delle regole”!!!!!! E’ per questo che l’Italia non andrà mai bene e gli italiani sono considerati e sono “inaffidabili”. La mia età anagrafica e di servizio non mi fa ben sperare perchè nei miei oltre 30 anni di lavoro ho visto sempre peggiorare le cose.

  2. Loretta Bernabè dice:

    Leggo quotidianamente e con piacere i Suoi commenti. Oltre ad essere molto utile il suo sito contiene anche “ragionamenti umanistici” che rendono piacevoli le ns. giornate lavorative. Vorrei farle i miei sinceri complimenti.

  3. donato dice:

    Vasco Rossi diceva : mi sono sempre preoccupato di cose che sono mai accadute ( più o meno ), io aggiungo : non ci siamo mai invece preoccupati abbastanza di quelle che accadono…. o mala empora, o mala mores…..

  4. igor dice:

    Caro Gianluca, come collega Relatore, ti dico: non stupirti di questa interpretazione evidentemente normativa, la stessa circolare annuale sul conto annuale ne è un esempio… quando la legge latita altri normano! ÑOI RELATORI PREOCCUPIAMOCI INVECE DI METTERE a nudo pareri e circolari istituzionali palesemente contra legem non latitante (emanate dietro altrettante lacrimucce) che, seguite da molti colleghi, stanno arrecando danni all’erario per milioni di euro e tutti tacciono ! Cambiamo questa italia che non merita di essere scritta con la I maiuscola.

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