Progressioni verticali e spazi assunzionali

Quanto erode una progressione verticale in termini di spazi assunzionali?

Come sappiamo, gli enti locali si dividono in due macro gruppi. Da una parte ci sono i Comuni che hanno vincoli per le assunzioni a tempo indeterminato correlati alla propria situazione di bilancio. Dall’altra ci sono le Unioni, i Consorzi, le Comunità Montana e le Province (almeno fino alla pubblicazione di un loro specifico Decreto Ministeriale) che hanno ancora le regole del turn-over o della capacità assunzionale.

Una progressione verticale, incide diversamente a seconda dell’ente.

Se si tratta di un Comune, vi sarà una maggior spesa di personale data esclusivamente, ad esempio, dalla differenza tra il C e il D. Infatti, le eventuali progressioni orizzontali torneranno nella disponibilità del fondo, senza aggravio per il bilancio. Quindi, il Comune potrà programmare le verticalizzazioni ragionando su questo maggior costo nel rispetto dei parametri del DM 17 marzo 2020.

Per gli altri enti locali, invece, la progressione verticale “mangia” il turn-over, ovvero quel budget che gli enti calcolano in base alla spesa dei cessati rispetto alla percentuale vigente in quell’anno. Quindi, tutto il costo del D va visto come nuova assunzione da scaricare da quel budget. Il dipendente C creerà spesa del cessato che però, a normativa vigente, sarà possibile utilizzare solo dall’anno successivo.

Di questi e di altri argomenti ne parleremo al Webinar previsto per venerdì 25 febbraio. Qua il link: https://www.publika.it/corso/progressioni-verticali-orizzontali/

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