La legge 119/2026 rimette mano al d.lgs. 150/2009 e chiarisce un punto che negli enti rischia spesso di essere confuso: un conto è valutare la performance, un altro è trasformarla in euro.
Il sistema di misurazione e valutazione stabilisce obiettivi, indicatori, pesi, comportamenti, scale di giudizio, soggetti coinvolti e procedure di garanzia. Alla fine produce un esito: un punteggio, una fascia, un giudizio. Ma quel risultato non è ancora il premio.
La traduzione economica resta nella sede contrattuale. Il Ccnl Funzioni locali del 23 febbraio 2026 lo conferma: i criteri generali dei sistemi di valutazione sono materia di confronto; i criteri per attribuire i premi alla performance spettano invece alla contrattazione integrativa.
La legge 119 rafforza il raccordo, imponendo progressività e corrispondenza tra valutazione e trattamento economico. Ma non sposta le competenze. Il sistema non può decidere da solo quanto spetta a ciascuno. Il contratto non può riscrivere a valle le valutazioni espresse.
Gli enti dovranno aggiornare i sistemi di valutazione e, insieme, mettere mano ai contratti integrativi. Senza costruire due sistemi paralleli e senza commistioni.
Il sistema valuta. Il contratto distribuisce.
Se il primo appiattisce i giudizi, il secondo non può inventarsi il merito. Se il secondo distribuisce tutto in modo piatto, anche una buona valutazione perde forza.
Valutare è una competenza. Liquidare è un’altra.
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