Il calcolo

Devo dire che ci mancava. Dopo sei anni di noia e monotonia, finalmente il legislatore ci chiede di ricalcolare le spese di personale. Dal 2006 ad oggi è stato tutto così semplice che si rischiava lo sbadiglio continuo. Mai un dubbio interpretativo, mai due Sezioni regionali della Corte dei conti che si sono contraddette, mai ulteriori modifiche da parte del legislatore. Tutto è filato via liscio. Quasi quasi al responsabile dell’ufficio personale, che in alcuni casi coincide con quello della ragioneria o degli affari generali, è venuta voglia di chiedere una mobilità interna all’ufficio anagrafe, perché forse li c’è un po’ più di movimento.

Con grande gioia, quindi, viene accolta la manovra estiva del 2011 che impone agli enti di ricalcolare il rapporto tra le spese di personale e le spese correnti includendo anche i costi delle società partecipate o controllate. Questa davvero ci mancava. Un po’ di bollicine nell’acqua ferma ci volevano proprio.

Purtroppo però dobbiamo dire al legislatore che c’è stato richiesto qualcosa ancora una volta troppo facile. D’altronde si tratta di dati agevolmente reperibili. Ci verranno consegnati in un battibaleno. Una letterina e via! E poi, sono certo che non ci sarà nemmeno un’interpretazione contrastante sulla questione. Come si concilia un bilancio “economico” di una società con quello “finanziario” di un comune? E come verranno “ribaltati” i costi? Sulla base delle quote di partecipazione o sui servizi svolti oppure su? Bah, sembra davvero tutto troppo facile. Secondo me è più difficile fare un Sudoku sotto l’ombrellone che un calcolo di questo tipo.

Ammettiamolo: all’ufficio personale non avremo quindi mai dei premi di produttività per il nostro impegno. Questi calcoli sono troppo banali e scontati. Prima o poi ci diranno che questo lavoro è troppo comodo, gli adempimenti le scadenze sono sempre le solite, è troppo semplice lavorare in un contesto dove tutte le interpretazioni sono univoche e non lasciano dubbi.

Anzi, mi sa che nel tempo in cui ho scritto queste parole, la percentuale tra spese di personale e spese correnti è già stata determinata da tutti gli enti locali. Senza il minimo margine di errore, con i medesimi criteri di suddivisione della spesa, senza il minimo dibattito su quali voci includere od escludere, senza litigare con le società.

 Che noia.

Tratto da RU – Maggoli Editore – N. 4/2011

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Un pensiero su “Il calcolo

  1. nicola dice:

    Ottimo, soprattuto se teniamo conto che nel calcolare le spese di personale si tiene conto solo delle aggiunte di spesa e non delle detrazioni (parere 27 sezioni riunite..). Però, aspetto un tuo commento sulla manovra estiva bis. Mi sembra che ci sia pane per i tuoi denti.

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