La valle dei templi

La valle dei Templi

12 Febbraio 2008

French Kiss è un film in cui la bella protagonista Meg Ryan si trova a Parigi e non riesce mai una volta a vedere la Tour Eifel. Ne sente la presenza, ne assapora dei lineamenti in immagini riflesse, ne sente spesso parlare. Ma non riesce ad afferrarla nemmeno una volta.

È capitato anche a me in questa due giorni ad Agrigento. Sono stato chiamato per tenere un corso di formazione presso la Provincia. Arrivo la sera precedente a Catania e vengo prelevato dall’autista personale che mi accompagna all’hotel.

Ho sentito diverse volte parlare di questa Valle dei Templi vicino ad Agrigento. Mio padre ne ha tessuto le lodi dopo un viaggio-pellegrinaggio con la parrocchia. Silvia mi ha mandato qualche anno fa una foto di gruppo scattata proprio sulla scalinata che conduce all’entrata di un tempio. Federica mi ha detto che è molto bella anche di notte, quando le strutture sono illuminate dalla luce artificiale, e che alcune colonne sono state asportate per la costruzione di Porto Empedocle.

Ora sono i cartelli stradali che mi indicano la vicinanza con questo angolo di antichità. L’autista mi dice che se le finestre della stanza dell’albergo sono orientate correttamente potrei scorgere il tempio in lontananza. Ci provo, ma non vedo nulla. Solo un piccolo accenno di arancione che filtra tra le foglie degli alberi.

Imbottito nel giubbino per la fredda temperatura un po’ fuori stagione, faccio due passi per arrivare al ristorante (il mio amico Silvio lo avrebbe già schedato con un “distinto +”) e in lontananza mi appare, piccolo piccolo un tempio. Non penso che sia la struttura principale e sinceramente è troppo lontano sia per una foto che per un apprezzamento più consistente.

Mi addormento, con la Valle dei Templi sotto il cuscino: domani riuscirò a vederla?

Durante la pausa del corso vengo accompagnato per un caffè ad un bar in cima alla città di Agrigento. Forse è la volta buona, ce la farò a scorgere un barlume di antichità! Ed invece no. Passeggiando sotto il viale alberato riesco a scorgere sullo sfondo il mare, riesco a vedere gli alti e bassi dei paesaggi collinari sottostanti, ammiro il verde scintillante della primavera siciliana.

Prima di ritornare a Catania pranzo, ovviamente… al ristorante “La valle dei templi”.

Non è la prima volta che mi succede: lasciare spazi incontaminati dal mio sguardo nei percorsi che faccio. La cosa mi stuzzica, mi affascina. Mi dà l’idea di non consumare tutto subito. Riesco a trovarci della poesia in tutto ciò, un desiderio che si fa certezza di ritornare con uno spirito ancor più carico di curiosità.

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