La spiaggia

Ho visto per la prima volta questo posto trent’anni fa. È ancora quello, ma con emozioni diverse. Ogni stagione è in grado di catturare il mio sguardo portandomi flashback che vengono e vanno in un moto perpetuo.

C’è un bambino che gioca con un sasso. Scopre che lanciandolo sulle pietre più grandi fa le scintille. Chiama subito la sua amica Giovanna e le fa vedere la magia. È l’ultima sera. I due non si vedranno mai più.

 

C’è la spiaggia, dove si gioca con Andrea, Eva, Simona, Cristiano. Ci sono gli scogli dove si va costantemente con Alessandro. Ci sono quelli del wind-surf e quelli del calcio, quelli delle corse e quelli dell’asciugamano con walkman.

C’è un muretto, di fianco alle cabine del telefono. È il punto di ritrovo. Il bambino cresciuto sente il fascino dei ragazzi di città, li vede “più svegli”. Lui è timido, spesso subisce. Ma non molla. E si diverte lo stesso.

 

C’è un onda, quella che lascia di tanto in tanto intravvedere Barbara, che vorrebbe comprarsi una tavola, ma i suoi non la lasciano. E allora arriva un ragazzo e con quel pretesto fa amicizia. La conosce. Un giorno, poi lei parte. Ma rimane per sempre nel mito dei suoi ricordi.

 

Poi… niente. Una pausa. Si torna dopo un po’ di tempo. Ed è ancora così. Negli ultimi dieci anni si racconta tutto ai propri figli, che ascoltano. Chiedono cosa sia un walkman.

Sorrido.

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