Il 17 Marzo 2011

Il 17 marzo 2011 oltre che per l’anniversario dell’unità di Italia verrà ricordato per l’ennesimo pasticcio del legislatore.

La festività, valida solo per l’anno in corso, è stata gestita quantomeno con superficialità. Appena uscita la norma vi è stato un grido di allegria: un giorno in più di ferie quest’anno! Poi le cose sono cambiate e tra pareri ed interpretazioni siamo giunti alla conclusione che il 17 marzo sarà una festa obbligatoria che però non aggiunge nulla al nostro conto ferie. Anzi, lo diminuisce andando a sostituire una festività soppressa.

Almeno questo è quanto si legge dalla spiegazione del Governo sulla legge di conversione del Decreto n. 5/2011. I colpi di scena sono però all’ordine del giorno!

Non ci rimane altro che sperare nel bel tempo. Cosa abbastanza improbabile controllando le previsioni del momento in cui sto scrivendo: Giovedì 17 e Venerdì 18 ancora instabile, ma migliora al nordovest. E pensare che tanti avevano già puntato “al ponte”! Forse vale la pena di rimandare anche perché da Sabato nuovo peggioramento e più freddo per venti da nordest[1].

Forse è un segno della provvidenza. Stare a casa a pensare alla nostra unità di Italia non sarebbe poi così male. Trascorrere una giornata normale. Da italiani.

Se i festeggiamenti per l’unità si fanno ufficialmente ogni 50 anni non è detto che ci saremo sempre.  Io ad esempio il precedente me lo sono perso. Spero caldamente nel prossimo, ma chissà. Pensate che momento storico. Mi obbligano persino a stare a casa. Non è bello tutto ciò?

Non ho molta fiducia che dal giorno dopo diventeremo tutti più uniti. Lo siamo stati certamente di più davanti all’invito perenne di Gianni Morandi a Sanremo. Ma inizio a farmi l’idea che siamo un popolo un po’ strano. Da una parte approviamo leggi su un’ipotesi di federalismo, dall’altra festeggiamo l’unità. Nessuna opinione politica: una semplice constatazione. Se poi pensiamo a cosa succede in certi ambiti sportivi… ammettiamolo: un granchè uniti non lo siamo davvero.

Non possiamo però sprecare l’occasione. E comunque un vantaggio della festa obbligata c’è. Essendo giovedì mattina ci parrà strano non andare a lavorare. Magari riusciremo persino a stare sotto le coperte un qualche minuto in più. Immagino il brontolìo comune: guarda te se mi devono costringere a stare a casa quando vogliono loro! Violazione della Costituzione! Ma intanto siamo lì a fare un pensiero sull’unità di Italia.

Forse è semplicemente questo l’obiettivo del legislatore. Un attimo, solo un attimo, farci ripercorrere nella nostra mente centocinquanta anni di storia. Quelle vicende che tempo fa ci tenevano bloccati, o per passione o per obbligo, sui libri di scuola.

Tutto qui.

Cos’è mai un giorno di ferie rispetto alla nostra identità?


[1] Informazioni meteo estratte dal sito: www.ilmeteo.it

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