Venerdì 17

Dopo il lunedì13 incui alle 13 ho capito che non ho più il crociato anteriore al ginocchio destro, è arrivato il venerdì 17. Lungi da me ogni pensiero scaramantico che non mi appartiene, ci stiamo avviando a prendere il volo per le vacanze dal Gate 17. Quasi quasi, mi son detto, saliamo, facendo la rissa, per primi sull’aereo (Ryanair) e ci sediamo al numero 17, sempreché ci sia.

In quell’attimo, mi giunge improvviso un dettaglio: nessuno ha preso su le chiavi del piccolo appartamento di mio zio che ci avrebbe ospitato per le vacanze. Elaboro in trenta secondi la strategia e chiamo per avere la benedizione del proprietario.

Alle 16.30 mi aggiro per il paese balneare con in mano una finestra frantumata. Insomma, ho fatto il ladro in casa di mio zio.

Qua funziona che se ti succede qualcosa che non ti è mai successo devi chiedere come fare a risolverla. Quindi, prima di tutto vado in centro e chiedo informazioni. Mi danno due nomi di falegnami. Vado dal primo, che mi sembra più accreditato. Sul portone del grande fabbricato: siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17 (ancora). Peccato che alle 16.40 non ci sia già più nessuno. Anzi, c’è un numero di telefono per le emergenze. Provo. Sento che suona all’interno dello stesso capannone. Come sempre, con un sorriso, rimango colpito dai colpi di genio.

Vado quindi alla seconda alternativa. Per spiegarmi il posto ci sono occorsi 5 minuti, per arrivarci una mezzora circa. Caldo, sole ancora alto, strada non asfaltata e polverosa… passo lentamente con l’auto quando improvvisamente sulla destra mi appaiono delle… casse da morto appoggiate al muro. Come nel far west. Bellissimo.

Scendo e parlo con il signore di pochissime parole. Le sue prime sono: vuole un biglietto da visita? Io, senza troppo pensarci: per le casse da morto? Lui: c’è poco da ridere, la settimana scorsa ho portato via un turista di un villaggio turistico.

Mi ritengo a posto, cala il silenzio. Do una mano con la finestra, le bocche sono religiosamente serrate. Spacchiamo completamente il vetro, sistemiamo quello nuovo. Arrischio un discorso: c’è solo lei come onoranze funebri? Risposta: basto e avanzo! Non metto più nulla in discussione.

Mi chiede dieci euro per la riparazione. Un prezzo giusto, mi viene detto. Io dico: sì, e pago subito. Esco in strada, mi prende l’ansia che ora passi un pistolero della guardia di finanza, controllo in mezzo alla sabbia ma è tutto libero: riporto il vetro a casa. Nelle tasche ho il biglietto da visita. Scopro che il tipo vende anche elettrodomestici. Magari un po’ di aria condizionata non farebbe male in questi giorni. Ma è anche estate. Godiamoci sto caldo.

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