Lo Stivo

Lo stivo è una montagna di duemila metri. E’ collocata sopra Rovereto, la si vede lì sulla sinistra percorrendo la Brennero. Posso dire che è la cima su cui sono salito più volte. Prima da ragazzino ed ora, da quando accompagno i giovani del camposcuola. Non avevo, però, mai dormito al rifugio Marchetti.
L’esperienza è stata davvero piena. Siamo partiti il tardo pomeriggio e la comitiva di 26 persone, tra ragazzi e animatori, è arrivata al rifugio dopo due ore di cammino.
Dopo aver ammirato il panorama del Lago di Garda dall’alto (visuale unica), siamo saliti alla vetta. Lì, il sole si è colorato di rosso ed ha iniziato a nascondersi e riapparire tra le nuvole. Un momento di incanto.
 
La cena è stata semplice ma molto piacevole. Prima del dolce, una crostata buonissimissima, il gestore Matteo Calzà ha spiegato a tutti il funzionamento di un rifugio: acqua, elettricità, rifiuti, scarichi, ecc. I ragazzi hanno fatto tante domande a cui l’alpinista ha dato sempre una puntuale risposta. Nel grande salone riempito solo da noi si è quindi creata un’atmosfera unica con un bel clima di complicità e di amicizia.
Le mitiche partite a briscola chiamata e a Yu-gi-oh sono state interrotte dalla proiezione di un film sulla natura dello Stivo. Una pellicola suggestiva e apprezzata da grandi e piccini.
Era l’11 agosto e quindi non poteva mancare una sbirciatina al cielo stellato.
Poi, tutti a letto nei tre cameroni a disposizione! Nella depandance esterna sono finite le ragazze che dicono di aver avuto freddo durante la notte. I maschi si sono stretti al piano superiore. Non faceva freddissimo, ma durante la notte mi sono alzato per coprire qualche bambino.
 
La mattina dopo, l’alba si è nascosta tra le nubi, quindi ci siamo dovuti accontentare di qualche raggio di sole che filtrava nella nebbia. Tutti avevamo un buon sapore sulla faccia e non era dovuto solamente alla colazione. Ripresi gli zaini siamo scesi alla baita degli alpini passando da Cima Bassa.
 
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