Dolcezza

Due anni fa raccontavo la dolcissima storia di due bambine talmente tanto amiche da scambiarsi le scarpe di un numero diverso (http://racconti.gianlucabertagna.it/2011/08/240/).

Quest’anno, altre due storie.

Fin dalla prima sera, al momento di andare a letto, una bambina cercava qualcosa nella borsa. Con un gesto semplicissimo prendeva una fotografia del suo cagnolino e l’appoggiava di fianco al cuscino. Non c’era però solo l’immagine ma anche un’ingombrante cornice così da poter essere posata in verticale con lo sguardo a custodia del sonno. Un giorno siamo saliti oltre i duemila metri e abbiamo dormito in un rifugio. Zaini ricolmi e pesanti. La bambina, appena arrivati, ha tirato fuori la sua cornicetta. “Fin quassù l’hai portata?”. “Eh, sì, altrimenti non riesco ad addormentarmi”.

Un’altra bambina ha fatto del suo cuscino il posto dove custodire il tesoro. Là sotto veniva riposto ogni oggetto “prezioso” della vacanza. Il cellulare, i pochi soldi a disposizione, i regali per i giochi vinti, le pigne trovate nei boschi, i doni scovati qua e là. Ogni sera, con soddisfazione, ammirazione e occhi lucidi, alzava un po’ il cuscino per controllare se fosse tutto a posto e toccava dolcemente ogni oggetto con un sospiro. Poi, appoggiandosi sull’elefante di peluche, prendeva sonno.

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