Un anno fa, un nuovo amico

Un anno fa, sono stato a camminare per una settimana. Ho ritrovato questo racconto che avevo scritto in quei giorni.

Ho deciso di partire da solo e, sinceramente, speravo di rimanerlo. Per ora, secondo giorno, ho persino detto un «hola» ad un runner che mi sorpassava. Mi ha risposto e stavo al settimo cielo. Un «hola» in mezzo al silenzio è più rumoroso delle parole dette ad un mio corso di quattro ore.

Dicevo, speravo di rimanere solo. Non è stato così.

Non ho fatto tempo a toccare suolo a Barcellona, per trovarmi un amico addosso. Di quelli appiccaticci, che non ti lasciano. Che se anche gli dici, stai un po’ più in là per piacere, mica lo capiscono. Quegli amici pesanti, insomma. Lo zaino.

Dio mio. L’amico zaino. Sono stato bravissimo. Dieci chili. Santa Ryanair insegna a vivere con poco. Sulle spalle, si sentono. Poi, uno non è molto abituato ad amici così.

L’ho conosciuto tra l’aeroporto e la stazione dei treni. Duecento metri e due scale mobili. Mi ha detto: ti va se vengo con te per altri 80 chilometri?!

Giuro che quella è stata la prima volta che mi sono incazzato con lui. L’ho preso e l’ho scaraventato a terra mentre facevo il biglietto per Girona.

Appena arrivati, ha voluto vedere con me la cittadina. Si è seduto a pranzo lì vicino. A volte è carino, perchè mi tira fuori un libro o l’agendina degli appunti. Ma lo è fino a quando sta fermo in terra. Appena torna sulla schiena diventa una carogna senza limiti.

Gli piacciono le chiese, perchè appena entro lo adagio su una panca e lo lascio riposare.

Oggi, nel primo tratto di strada un po’ lungo, sono riuscito a farci ben un’ora di prima di incazzarmi di nuovo con lui. Se ne stava lì sulle spalle a farmi un dolore pazzesco e so che stava ridendo. Dico: almeno sta zitto! L’ho anche fatto contento: mi sono messo la maglietta a manica corta e gli ho messo dentro il maglione, così poteva stare più comodo. Niente da fare.

A volte mi vien voglia di aprirlo e di lasciare in giro dei pezzi!

Vabbè, adesso è lì di fianco al letto e mi guarda immobile. Io mi sto riposando e lui se la sta ridendo. Secondo me non vede l’ora che venga domani. Lo so. E’ proprio stronzo. Ma la sfida è aperta. Vediamo come va a finire. Ah, gli amici!…

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