Il portico

Quando voglio passare un po’ di tempo con Silvio, mi metto sul divano davanti alla televisione e mi guardo una puntata di Yellowstone. È la serie con Kevin Costner che si svolge nelle praterie del Montana; famiglie di imprenditori si contendono ai nostri giorni il territorio, lontano dai tempi del Far West.

Sedermi con Silvio per una nuova puntata è un viaggio col mio migliore amico e non deve sorprendere il fatto che lui sia morto più di quattro mesi fa. Non è una questione di voce, di sensazioni, di anime o di contatti con l’aldilà. È solo questo: mi siedo sul divano con Silvio. C’è chi va al cimitero, per dire. Io non ci sono ancora andato. Ci divertiamo di più con una nuova puntata di Yellowstone.

Ci piacciono gli spazi aperti e lì, in Montana, ci sono luoghi bellissimi, i nostri preferiti: montagne non troppo alte, vallate verdi attraversate da ruscelli e torrenti, piante secolari da cavare il fiato. Credo che siamo affascinati anche dallo stile di vita di quegli uomini duri e anche rudi (curioso l’anagramma): quello che io e Silvio non siamo. Ci piace poi commentare i lati positivi e negativi dei vari personaggi con il nostro solito cinismo: quello lì ammazza mezzo pianeta, quell’altro fa il doppio gioco, la giovane donna non passa il suo tempo che a … no, vabbè, questo non lo riporto.

Di Yellowstone c’è però una cosa che più di tutte ci fa impazzire: il portico. Quel maledetto portico. Ogni casa che si rispetti, ogni fattoria, ogni ranch lo ha. Il portico è quello spazio che separa la vita interiore da quella esteriore, il luogo che aiuta a vivere con lentezza l’impatto tra la notte e il giorno, tra l’intimo e la vita sociale, tra il riposo e il lavoro. Per qualcuno sono due parole, per altri una sigaretta dopo il caffè, per altri ancora una birra o un calice di vino.

Per me e Silvio il portico era l’arrivo della nostra vita. Lo chiamavamo il nostro paradiso. Volevamo arrivare alla morte così: sotto un portico su due sedie a dondolo a ricordarci e raccontarci la nostra vita guardando l’orizzonte. Solo che lui ha fatto lo sprint per arrivarci prima. A me è rimasto il divano e una puntata di Yellowstone.

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