Il modello PA04

Non nascondiamocelo. C’è un modello che perseguita la nostra vita di responsabile delle risorse umane: il PA04. Non è uno schema qualsiasi, un adempimento come gli altri, un documento qualsiasi. No. Questo è il modello.

Il concetto su cui si basa è molto semplice: ogni qual volta un dipendente pubblico si relaziona per ottenere delle prestazioni dall’Inpdap (ricongiunzioni, riconoscimento di periodi, pensioni, riscatti, ecc.) l’ente in cui presta servizio deve certificare sia i periodi di lavori svolti sia gli importi delle retribuzioni percepite.

Generalmente si presenta a noi in due modalità differenti.

Di solito entra di soppiatto, in silenzio, si cela nella posta del giorno; batte le palpebre per richiamare l’attenzione, ma noi non ne vogliamo proprio sapere di quel modello. Andiamo subito a vedere a chi si riferisce, chi l’ha richiesto, chi è quel perfido collega che ci ha giocato questo brutto scherzo. Eh no! Un modello PA04 davvero non dovevi richiederlo! Lo accantoniamo, tra la posta in evidenza. Dove rimarrà, fino all’ultimo giorno disponibile per l’invio.

C’è però un modo ben più movimentato per fare la sua conoscenza: quando entra tra le mani di un dipendente: “Scusa, mi puoi preparare questo modello per una richiesta di ricongiunzione?”.

Questo modello??? Ma stiamo scherzando. Tu hai la minima idea di cosa comporti questa richiesta? Con tutto quello che ho da fare!! E poi? Proprio ora dovevi farla la ricongiunzione? Non potevi farla anni fa quando io non c’ero ancora? Fuori di qua! Tu e il tuo PA04.

Ovviamente non diciamo così. Strabuzziamo gli occhi al cielo e tra grida e negazioni interiori ci prendiamo a carico la situazione.

Prima o poi però “ci tocca” compilarlo. Non si scappa. Penso che l’ora migliore per farlo sia al mattino presto, quando la nostra mente non è ancora totalmente sveglia. Gli occhi annebbiati favoriscono il processo di redazione; essere troppo attenti e capire bene cosa stiamo facendo sarebbe uno shock letale.

Diciamo subito che compilare un modello PA04 non è esattamente come una partita di Sudoku. Non si può barare andando a vedere le soluzioni, ad esempio. I dati da inserire poi devono corrispondere al vero.

Soprattutto per quanto riguarda i periodi di lavoro e i livelli del dipendente in oggetto.

A seguire vanno pure indicati i dati finanziari: un po’ ci viene in aiuto il programma predisposto dall’Inpdap. I valori delle retribuzioni dovrebbero coincidere con quanto davvero corrisposto. Dovrebbero. Appunto.

Poi dall’anno 1996 vanno inseriti, oltre alle retribuzioni tabellari, anche i compensi accessori (straordinari e compensi derivanti dal fondo delle risorse decentrate). Più o meno dallo stesso anno non esistono più i ruoli e quindi questi valori vanno ricercati nei modelli 770, opportunamente sparpagliati negli uffici/archivi comunali.

Conclusione: a metà mattina il modello non è finito. Abbiamo già risposto male alla collega, abbiamo rinunciato alla pausa caffè e abbiamo già sbattuto la porta in faccia all’assessore che ci chiedeva come mai al concerto di ieri sera organizzato dal Comune ci fossero 143 sedie anziché 144 come previsto.

All’una il PA04 è pronto da spedire. Ovviamente il protocollo ha già chiuso. Sarà inviato il giorno dopo. Stavolta però arriviamo con le parole crociate!

p.s. c’è una soluzione a tutto ciò. Ma è meno poetica. Farlo fare ad una ditta esterna. Naaaa. Teniamoci strette queste emozioni…

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4 pensieri su “Il modello PA04

  1. francesca dice:

    con che coraggio chiedo al personale di compilarmi il modello PA04?
    p.s. davvero carina, complimenti!

  2. elena dice:

    Nel lontano 1980 era il Segretario Comunale con un dipendente volenteroso (cui avrebbe tramandato il compito) a compilare il mod. 98 (ora PA04). Nel fascicolo personale del dipendente si trovava tutto: buste paga, atti di inquadramento individuale in base ai contratti (che poi l’ufficio personale ha ritenuto una pratica obsoleta…) In poche parole già il PA04 è una tortura, immaginate quando si devono raccattare (non si sa bene dove) tutti i dati di una carriera di 30 e passa anni.
    Il programma dell’INPDAP aiuta, ma quanti comuni ne conoscono l’esistenza e lo stanno utilizzando?

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