Il numero 15

C’è un numero che caratterizza la vita del responsabile delle risorse umane di un ente locale. È il numero 15. Salta sempre fuori. Sia nelle disposizioni normative, ma anche in quelle contrattuali; il 15 rappresenta sempre un punto di riferimento. Facciamo qualche esempio.

Partiamo dalle leggi. La riforma Brunetta è entrata nel nostro sistema normativo in qualità di Legge n. 15/2009. Come sappiamo si tratta di una legge delega sulle cui indicazioni il governo era tenuto ad emanare un decreto legislativo. Quest’ultimo è entrato in vigore, come per magia, il 15 novembre dello scorso anno. Al decreto è stato assegnato il numero 150. Nulla di più facile. Prendo la legge delega, la numero 15, ci aggiungo uno zero, et voilà, il D.lgs. n. 150 è servito. Questa volta non sarà difficile trovare i riferimenti normativi. Ma l’incantesimo non finisce qui. Infatti se sommiamo il 15 (legge delega) al 150 (decreto legislativo) risulta 165 che non è altro che il Testo unico del pubblico impiego approvato nel 2001 e che la stessa riforma Brunetta ha modificato più volte.

Già questo ha dell’incredibile, ma il gioco dei numeri non si ferma qui. Proviamo a fare la somma dei singoli valori che compongono il decreto legislativo numero 165/2001. 1+6+5+2+0+0+1= 15!!!

Il Testo unico degli enti locali non vuole però essere da meno: 267/00 ovvero 2+6+7=15…

Alt! Fermi! Non è ancora il momento di correre a giocare il numero al lotto. Anche i contratti nazionali sono infatti densi di 15.

Il richiamo è infatti immediato all’articolo 15 del Ccnl 1/4/99 che disciplina la modalità di costituzione del fondo delle risorse decentrate di regioni ed enti locali. Il solo richiamo di quel numero è in grado di creare mal di stomaco a tutti i responsabili delle risorse umane. Il comma 2 e il comma 5 dello stesso articolo costituiscono infatti una degli incrementi più criticati e più a rischio di tutto il salario accessorio. Il comma 5 in modo particolare è un mantra che tutti gli uffici personale conoscono a memoria e ripetono come preghiera tutte le sere prima di addormentarsi.

Nel Ccnl del 14.09.2000 il 15 è l’articolo del diritto lo studio, di certo importante, ma non come i casi sopra elencate. Più interessante è certamente l’articolo 15 del Ccnl 22.01.2004 il quale disciplina l’incarico di posizione organizzativa negli enti privi di qualifica dirigenziale. Indovinate un po’ in quale articolo del decreto legislativo numero 165/01 si inizia a parlare della dirigenza? Ovviamente…… all’articolo 15!

Basta una virgola per trasformare il 15 nella percentuale massima con cui si può incrementare il fondo delle risorse decentrate secondo il Ccnl del 2009. Solamente per quell’anno gli enti in regola con il patto di stabilità e con le spese di personale potevano giungere ad un incremento del fondo fino all’1,5% del monte salari dell’anno 2007.

Ma il numero della nostra pazzia è stato innalzato al numero della nostra vita di responsabili delle risorse umane anche dalla Ragioneria Generale dello Stato. In un giorno senza molta fantasia alla tabella più feroce del Conto Annuale delle spese di personale è stato affibbiato il numero 15. Tutti la conoscono, tutti la vorrebbero evitare. Soprattutto dopo che la stessa è stata indicata tra quelle che serviranno anche alla Corte dei conti per valutare la composizione dei fondi delle amministrazioni pubbliche. La stessa andrà poi pubblicata insieme alla scheda informativa 2 sul sito Internet di ciascuna amministrazione.

Il 15 non risparmia nessuno. Anche il collegio dei revisori conosce questo numero. Sono i giorni di tempo che ha a disposizione per certificare l’ipotesi del contratto integrativo decentrato degli enti locali.

Gli altri uffici si sono già lamentati per la loro esclusione dal clan dei 15. Hanno proposto una modifica di legge. Si accettano scommesse su quale numero le verrà assegnato.

p.s. la persecuzione continua. Anche la manovra estiva 2010, quella “del sacrificio” rientra nel gioco del numero 15. E’ infatti il decreto n. 78 ovvero…7+8= 15!!!

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