Calcio – Maggio 2010

Per noi maschi il calcio è un’attrazione fatale. Che sia quello giocato o quello parlato non fa differenza. È sempre il miglior modo per creare clima e conversazione.

Prendiamo oggi per esempio. La giornata romana dedicata al corso sul conto annuale è stata più caratterizzata da discussioni calcistiche che altro.

Appena sveglio ho sentito casa per conoscere i programmi della ciurma. Ho così saputo tutto sulle convocazioni da parte di Lippi per il mondiale. Il gruppo storico, le novità (ben poche a dire il vero), le attese. Neppure un cenno sul dover andare a scuola, aiutare la mamma, mettere in ordine.

Durante l’ottimo pranzo del corso un partecipante si presenta. È stato guardalinee di serie A. La curiosità sale alle stelle. Quando, che partite, con che arbitri: sono solo alcune delle domande con il quale l’ho tartassato per tutto il pasto. Ha persino “rischiato” di andare al mondiale. Un vero peccato, perché sarebbe stato l’ideale di una carriera che l’aveva visto ai lati del campo di diversi derby della capitale e di tante Juve-Inter (o viceversa). Bello il racconto del clima diverso che si respirava da stadio a stadio e a tal proposito l’Olimpico di Roma ha lasciato il segno.

Ora, oltre a compilare diligentemente le tabelle del Conto annuale del suo ente, è il responsabile di una scuola calcio. Io estraggo dal portafoglio la mia tessera di Allenatore di base e così spostiamo la discussione sul calcio giovanile: le attese, le ansie, le criticità e soprattutto la difficoltà di gestire… i genitori!

Salgo sul taxi. Manco a dirlo: si parla di calcio. Le convocazioni di Lippi, il quasi-scudetto della Roma, la squadra più forte del momento. Fantastica la discussione sui giocatori da prendere su ai mondiali. Lui, il taxista, non avrebbe rinunciato a Balotelli, io a Cassano. E ce li siamo immaginati a condividere la medesima stanza dell’albergo. Un elogio della pazzia al quale il metodico e antipatico Lippi non ha minimamente pensato.

A questo punto Giovanni mi racconta di alcuni giocatori che ha trasportato negli ultimi tempi. Giusto una settimana fa al mio posto era seduto Buffon, mentre dietro c’erano Cannavaro e Chiellini.

Quando arrivo in aeroporto chiamo Giuseppe. Lui è interista, si e no lo sa. Ma ogni tanto, quando inizia a parlare solamente di sentenze, glielo ricordo io. Gli racconto, un po’ eccitato, chi ho conosciuto: un guardialinee della serie A. Alla fine siamo arrivati a parlare di calcio, di Napoli e degli interrogatori di questi giorni. Allora gli chiedo: ma tu cosa ne pensi? Giuseppe risponde: giuridicamente parlando…… ed inizia a raccontarmi i principi della giustizia amministrativa sportiva, di quanto sia complicata, ecc. etc. Lui è fatto così. Quando gli chiesi che cosa ne pensasse della faccenda Englaro, lui mi rispose allo stesso modo: mah, giuridicamente……. Stessa risposta, ovviamente, anche su Dio.

 Tutto questo per dire che anche con Giuseppe si riesce a parlare di calcio. Non c’è niente da fare. Ce l’abbiamo nel Dna.

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2 pensieri su “Calcio – Maggio 2010

  1. Giullare dice:

    Nell’ambito del tuo rapporto col calcio, attendo un post dedicato al tuo k-way da Cesarone Maldini, che ci ha regalato istantanee di momenti indelebili. Ti ricordo nelle partitelle, nei viaggi, nelle corse… Un pezzo di esistenza riassunto in un capo d’abbigliamento.

  2. gianlucabertagna.it dice:

    Vero.
    Ci sarebbero poi anche le annate del mitico Fantacalcio… quello degli albori e delle cene.

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