21.12.2012

Fiu! Siamo ancora vivi. D’altronde, ammettiamolo, pochi ci hanno davvero creduto a sta storia della fine del mondo prennunciata dai Maya. Io di certo no, nonostante le suppliche di mio figlio a provare per una volta a prender sul serio una fine del mondo di massa. Sinceramente, ho letto il libro “La strada” di McCarthy e mi è bastato. Probabilmente sarei stato più attratto dalla combinazione dei numeri della data tra 100 anni: 21.12.2112. Ma per me la fine sarà arrivata molto prima e quindi non me lo segno sull’agenda.

Comunque sia. Per questa evenienza catastrofale, non ho spinto la mano. Cioè, non ho visto la parola fine per decidere prima come avrei passato ad esempio gli ultimi tre giorni della mia vita. In altre parole: nonostante abbia fatto alcune scelte su dove essere e cosa fare, non mi sono detto “siccome dovrai morire,  vivi al meglio questi ultimi tre giorni”.

Ho quindi vissuto mercoledì, giovedì e venerdì come se nulla fosse, dimenticandomi (veramente, perchè tanto sapevo…) dei Maya.

E allora mi sono ritrovato a fare un’analisi a posteriori: come ho vissuto gli ultimi tre giorni normali della mia vita? Ho messo in fila le cose che ho fatto, le emozioni che ho vissuto. 72 ore penso che bastino per dire cos’è, più o meno, la nostra vita. Poi ho guardato l’elenco, l’ho raccontato e ho fatto un sorriso.

Provate anche voi. Cosa avete fatto gli ultimi giorni della vostra vita?

Tantissimi auguri di Buon Natale e per un 2013 pieno di vita!

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