La terza formula uno

Ieri sono stato con mio figlio alle prove libere del Gran Premio di Monza. Non sono un fanatico della Formula Uno, ma in effetti, anche questo mondo, un suo fascino lo crea. E’ la terza volta che mi avvicino ad un circuito.

La prima volta, avrò avuto nove anni e i miei genitori mi hanno accompagnato a vedere le prove del Gran Premio d’Austria che, a quei tempi, si svolgeva a Zeltweg. Lì, lo ammetto, mi ero un po’ innamorato dei motori. Più che altro dei piloti. Mi piaceva Alan Jones, tanto da impersonarlo per almeno un mese e rompendo le scatole ai miei amici con un “Io da oggi sono Alan Jones” che ripetevo continuamente. Camminavo ed imitavo il rumore del motore della macchina. Avevo anche un cappellino nero con il suo nome. Bei ricordi.

Più tardi, diciamo a quattordici anni, mio papà mi portò a Monza. Poichè lavorava in una fabbrica di calze, quelli dei filati (ICI, marchio giallo che appariva sulle Williams), gli avevano dato due biglietti gratis per andare alle prove e anche ad un buffet a cui partecipavano i piloti. Dopo il pranzo, mio papà ha tentato di fare una foto a me insieme a Keke Rosberg. Gli parlò, in inglese: “ha un secondo per fare una foto con mio figlio?”. E lui gli rispose, sorridendo: “mi spiace, ma per me un secondo è un tempo lunghissimo”. Mio papà era contento di aver dialogato con un personaggio famoso ed io ero diventato fanatico di Keke Rosberg.

Penso di aver seguito la formula uno ancora per qualche anno. Dopo Rosberg mi ero spostato su Nigel Mansell. Ricordo le immagini in cui il pilota stremato era sceso per spingere la macchina al traguardo dopo che la benzina era finita. Indimenticabile è l’attimo in cui ho saputo della morte di Ayrton Senna. Era un mio compleanno.

Ed infine, ieri, sono ritornato a Monza. I biglietti non li avevo in regalo, ma sono stati il regalo per il compleanno di mio figlio. Ci siamo divertiti. Abbiamo seguito le prove libere da più postazioni. A Monza, in effetti, non è che si veda un granchè, ma girando di qua e di là si vedono un po’ di prospettive diverse. Mio figlio tiene per Alonso, che ieri è anche stato bravino, ma poi oggi ha fatto una pessima qualificazione. Fa niente, è stata una bella giornata.

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