Il senso

Oggi, mio figlio di seconda elementare, mi ha chiesto: “Papà, ma secondo te ha più senso 6 più 6 oppure 6 per 2?”. Ci ho pensato un po’. Poi ho chiesto a lui, per non condizionarlo. Mi ha risposto: “Lo so che il risultato è uguale, ma io sto cercando il senso”.
Credo che sia bellissimo il momento in cui il nostro cervello ci fa queste domande, quando esce dagli schemi e improvvisa obiezioni a quello che nel quotidiano è normale, quasi banale. C’è qualcosa che va oltre il risultato finale, a cui siamo così spesso orientati. È un brivido di intelletto che scatena neuroni su qualcosa oltre l’esistenza, oltre quello che vediamo e tocchiamo.
La risposta, quindi, a volte conta davvero poco. È la domanda che fa scatenare la meraviglia verso quel “di più” che sentiamo esserci, ma che per la troppa fretta spesso dimentichiamo.
p.s. nel caso specifico, visto che non potevo esimermi dal rispondere a due occhi impiantati nei miei, ho detto che secondo me ha più senso il “per”. Mi sembra che, mentre il “più” è qualcosa di naturale e semplice, il “per” aggiunga magia a qualcosa di scontato.

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